Rimini Calcio, ancora attesa: il bando sarà il 1° luglio. Sarà "Monarchia" o "Repubblica"?
La metafora del collega Giuliani sul Corriere, per descrivere i due gruppi che sembrano in pole per la nuova società
Il collega del Corriere Romagna, Alessandro Giuliani, questa mattina sul quotidiano ha tracciato un quadro esaustivo sulla situazione del Rimini Calcio. Da una parte scadenze stringenti, ma differite nel tempo: il bando dal 1° luglio, secondo le disposizioni della Figc, poi tempi stretti per il Comune che, attraverso il bando, dovrà assegnare "le chiavi" del Romeo Neri alla nuova società. Dall'altra parte ci sono i gruppi interessati a prendere il Rimini e farlo ripartire dal gradino più alto possibile, l'Eccellenza, in un girone che dovrebbe "perdere" la Spal, impegnata nei playoff, e registrare la partecipazione di Tropical Coriano, Santarcangelo, Pietracuta e una tra Novafeltria e Misano, più la Sammaurese e l'Imolese e con il San Marino ancora a rischio retrocessione. I nomi sono noti: la cordata di imprenditori riminesi, tra essi Orfeo Bianchi e Giuliano Lanzetti, dall'altra i fratelli Carnevali, Roberto attuale patron del Riccione di Promozione e Giovanni dg del Sassuolo. Interessante la metafora di Giuliani: da una parte una Repubblica "espressa dalla cooperativa degli imprenditori locali", dall'altra "una monarchia costituzionale, come quella dei fratelli Carnevali".
E qui nascono i primi dubbi e le prime domande dei tifosi. Perché privilegiare, nel bando, gruppi radicati nel territorio? Semplice. A Palazzo Garampi si fa, in questo caso, di necessità virtù. Dare le chiavi del Rimini Calcio a investitori non locali, significa correre dei rischi. Oggi, per quanto il "brand" e la città di Rimini siano appetibili, a essere attirati potrebbero essere, tra gli investitori senza legami con la città, cordate dall'affidabilità tutta da verificare. Per ciò che concerne la scelta, meglio la Repubblica o la Monarchia costituzionale? È presto ovviamente per valutare, anche perché al bando non è esclusa la partecipazione di altri soggetti legati a realtà locali (ma al momento non risulterebbe). Ma guardando a club più altolocati, di categorie più nobili, è forse preferibile la Monarchia costituzionale, con una catena di comando chiaro e ben strutturata. Il resto è già noto. Il Rimini, come piazza, può subito correre per la vittoria del campionato, ma non dovrà prendere sottogamba il girone. Serviranno quindi un ds e un allenatore con esperienza, proprio per evitare l'errore della Spal, che ha tardivamente cambiato guida tecnica. Per il resto il progetto dovrà viaggiare sui binari della sostenibilità e valorizzare il settore giovanile. In D non sarà facile vincere subito, ma non si potrà "ristagnare" troppi anni nel limbo della quarta serie. Di sicuro il calcio di C dovrà diventare a sua volta più sostenibile, quindi tornare al professionismo non sarà utopia. Ma ora servirà un progetto chiaro e definito, per accendere una piazza svilita da anni di sogni, voli e brusche cadute.
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