Rimini, "Canneto parco Marecchia ridotto a sparuti ciuffi: cecità verso la natura"

La riflessione di Arianna Lanci, delegata Lipu Provincia di Rimini

A cura di Riccardo Giannini Redazione
10 marzo 2026 12:47
Rimini, "Canneto parco Marecchia ridotto a sparuti ciuffi: cecità verso la natura" -
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"Il canneto del parco Marecchia ridotto a sparuti ciuffi testimonia cecità verso natura e salute ecosistemica". Così Arianna Lanci (delegata Lipu Provincia di Rimini e Monumenti Vivi Rimini) critica l'amministrazione e la gestione dell'area. Secondo Lanci, gli sfalci eseguiti con l'arrivo della Primavera finiscono anche per "spazzare via, insieme alla ricchezza dei fiori selvatici, anche particolari simbiosi tra diverse forme di vita vegetali, come ad esempio quella tra malva e pini che è forse la cifra più commovente e lucente della trafficatissima via Matteotti".

L'esponente di Lipu evidenzia che il canneto del parco sia ridotto "a qualche sparuto ciuffo" mentre avrebbe dovuto essere "un'area a sviluppo naturale, almeno nelle intenzioni del cartello che era esposto, quindi nelle intenzioni della nostra amministrazione".

"Ma il cartello è sparito - evidenzia Lanci - e come lui, puntualmente, la gran parte del canneto: selvatica bellezza sacrificata. Una brutta e desolante immagine. Da notare inoltre la plastica triturata, altro regalo degli sfalci, sul quale sembra impossibile qualsiasi tipo non dico di azione, ma almeno di mitigazione. Non si può, è impossibile pulire prima di sfalciare, non c’è niente da fare: sembra una legge di natura. E sembra strano non si riesca ad integrare il selvatico nella cura degli spazi cittadini, neanche in un’area che nasce con questo stesso proposito".

"Il canneto quando è folto non è solo bello da vedere: ospita tanta vita. Il canneto è tra gli habitat più importanti in assoluto, ci ho visto persino un Porciglione qualche anno fa-, un uccello molto difficile da scorgere, figuriamoci in un parco cittadino", evidenzia.

Lanci conclude: "I tempi sarebbero maturi per cogliere nel rapporto tra uomo e natura dentro la città il punto cruciale di una possibile e necessaria convivenza. I tempi sarebbero maturi per superare la dicotomia tra natura e cultura sulla quale si sono sviluppare le città del mondo occidentale. Nella trasformazione di questo rapporto infatti starebbe la vera svolta: il recupero della biodiversità e la riduzione dell’inquinamento. E si potrebbe partire ripartire proprio dal canneto del Parco Marecchia".

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