Rimini, richiedono asilo politico, ma non potevano stare in Italia: uno condannato per stupro, l'altro per spaccio
Ufficio Immigrazione della Questura: in 7 giorni un arresto e tre provvedimenti di espulsione
Si intensificano a Rimini i controlli sulla regolarità di soggiorno dei cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, con particolare attenzione ai soggetti gravati da precedenti penali.
L'attività condotta dall'Ufficio Immigrazione della Questura, negli ultimi 7 giorni, ha portato a un arresto per violazione del divieto di reingresso e a tre provvedimenti di espulsione, eseguiti mediante accompagnamento coattivo alla frontiera e presso il Centro di permanenza per i rimpatri.
Nel dettaglio due cittadini stranieri si sono presentati in Questura per richiedere protezione internazionale. Dai successivi accertamenti è emerso che il primo, cittadino albanese, risultava destinatario di un decreto di espulsione emesso nel 2022, con divieto di reingresso in Italia fino al 2027, a seguito di una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti pronunciata dal Tribunale di Novara. L’uomo è stato quindi arrestato per il reato di reingresso non autorizzato nel territorio dello Stato.
Il secondo, cittadino bengalese, aveva a suo carico una precedente condanna per violenza sessuale aggravata: per questo è stato accompagnato presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Roma Ponte Galeria.
Ulteriori interventi hanno riguardato due cittadini albanesi, entrambi irregolari sul territorio nazionale, accompagnati coattivamente alla frontiera. Uno era stato denunciato dalla Squadra Mobile di Rimini per spaccio di sostanze stupefacenti, mentre l’altro era stato rintracciato durante controlli effettuati presso strutture alberghiere del territorio dalla Divisione di Polizia Amministrativa, risultando gravato da precedenti per produzione e traffico illecito di droga.
Infine, nella giornata del 13 aprile 2026, è stato eseguito un ulteriore accompagnamento coattivo alla frontiera di Rimini nei confronti di un cittadino albanese, anch’egli irregolare e denunciato per spaccio dalla Squadra Mobile.
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