Rimini, comitato rilancia: "Nuova e vecchia piscina comunale possono coesistere"
"Con la sola piscina di Viserba, sarebbe garantita un’accessibilità realmente inclusiva per l’intero bacino urbano?", spiega il comitato in una nota
ll Comitato per la Tutela della Vecchia Piscina Comunale di Rimini interviene nuovamente sul tema in una nota, precisando che sulla nuova struttura realizzata a Viserba non ci sia contrapposizione con l'amministrazione comunale e che siano riconosciute, del nuovo impianto natatorio, "le caratteristiche di accessibilità e inclusività progettuale del nuovo impianto". Il comitato parla però di "criticità operative legate alle modalità di utilizzo previste dal bando di gestione". Nel dettaglio, "come scritto nel piano di utilizzo, le vasche a profondità ridotta sono utilizzabili esclusivamente dal gestore, concentrando così le attività inclusive delle associazioni nella vasca principale, profonda 2 metri. Una configurazione che, secondo le associazioni, rende impossibile lo svolgimento di specifiche attività che richiedono fondali meno profondi e spazi dedicati".
Il comitato ribadisce che a Rimini possano e debbano coesistere le due piscine: "se la piscina di Viserba dovesse diventare l’unico impianto comunale, la sua collocazione nella zona nord della città garantirebbe un’accessibilità realmente inclusiva per l’intero bacino urbano?". Si ribadisce la volontà di avviare "un confronto costruttivo e basato su dati tecnici e sociali", auspicando "il coinvolgimento dei livelli politici e amministrativi per valutare nel merito le proposte di riqualificazione e mantenimento dell’impianto del Flaminio". Per questo è stato chiesto di non fissare una data per la chiusura della piscina "fino a quando non saranno fornite risposte chiare e articolate alla collettività sul futuro di un presidio pubblico che da decenni svolge un ruolo centrale nella vita sportiva e sociale di Rimini".
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