Rimini, ex Villa Assunta sarà demolita: spazio a 54 appartamenti privati. I dubbi di Gloria Lisi
"Sarebbe stato meglio una casa di cura per anziani, un parco o appartamenti di co-housing sociale"
Villa Assunta di Rimini, ex clinica oggi in stato di abbandono, sarà demolita per lasciare spazio a un complesso residenziale privato da oltre 50 appartamenti. Un progetto della giunta comunale che la consigliera d'opposizione Gloria Lisi definisce "aberrante". "Quella struttura - scrive Lisi - fa parte della storia dei riminesi, soprattutto di chi, come me, ha abitato il centro storico. Quando ho letto l'intestazione iniziale della delibera e ho visto la dicitura casa di cura o qualcosa del genere, pensavo che avremmo dato un servizio e un bene pubblico alla città. Pensavo che quell'opera sarebbe stata al servizio dei cittadini, in un contesto storico in cui la popolazione anziana sta aumentando. Chi oggi ha 50 anni, come me, tra vent'anni ne avrà 70. Chi fa amministrazione deve avere una visione di lungo periodo e capire che la popolazione riminese sta invecchiando. Forse nel mio immaginario ho subito pensato: Beh, al posto della Villa Assunta costruiranno una casa per anziani. Ho avuto l'ingenuità di credere che pensaste davvero al bene dei cittadini e che aveste la visione di una città solidale, pronta a comprendere le esigenze demografiche e la nostra storia. Invece, abbattere un patrimonio di tutti come la Villa Assunta per andare a costruire 54 appartamenti privati in quello spazio lo trovo, in sé, aberrante".
In quell'area, a detta della consigliera, sarebbe stato più utile, per la cittadinanza, un parco o appartamenti di Co-housing sociale. "Sarebbe stato utile mantenere una destinazione di cura, intesa come cura delle persone, e dare sì una casa, ma non a prezzi che vedono Rimini superare addirittura Milano come costo al metro quadro. Sicuramente quelle 54 unità immobiliari si venderanno prima della fine dei lavori, perché questo è ciò che vediamo nella nostra città: le case di pregio si vendono bene, e buon per chi ha molte risorse. Ma quali risposte diamo alla città sul fronte abitativo? Fino a due giorni fa gli stessi assessori dichiaravano che mancano le case per gli studenti, per le giovani coppie, per le forze dell'ordine, per i medici e per il personale statale. Eppure, continuiamo a costruire aiutando i privati facoltosi che possono permettersi certi costi. A questo proposito mi chiedo, e pongo la domanda: chi è il costruttore? E quando vengono presentate queste proposte di delibera, si ha un'idea della programmazione del costo al metro quadro di questi appartamenti?", attacca Lisi, che incalza: "Il dirigente ha parlato di 1 milione e 100 mila euro di incassi. Benissimo che il Comune riesca a fare cassa, è ovvio che servano risorse per andare avanti. Siamo contenti dei dati in aumento sulla tassa di soggiorno, va bene, ma per i residenti cosa facciamo? Dove sono le alberature? Continuiamo a cementificare senza dare servizi utili, soprattutto in un ambito come il centro storico dove la popolazione anziana ne avrebbe più bisogno. È inutile costruire domani delle case di cura a Sant'Agata Feltria, quando gli alloggi con servizi servono qui".
La seconda criticità, a detta di Lisi, è quella dei parcheggi in zona: "Ovviamente l'amministrazione sfrutta le possibilità normative a disposizione e non fa nulla al di fuori delle norme. Ma un conto è dire non faccio niente fuori dalle norme, un altro è prevedere dei parcheggi da un'altra parte della città. Ora il dirigente afferma che in quello spazio non c'è alcuna esigenza di posti pubblici. Tuttavia, sapete bene che quando qualcuno deve andare in stazione o vuole semplicemente parcheggiare per raggiungere il centro storico da quella zona, considerando anche il restringimento di via Roma e i lavori della ferrovia, i posti servono. Fosse anche solo per seguire una funzione alla chiesa di San Nicolò in quelle stradine. Non capisco proprio dove vediate questa mancanza di esigenza, tanto più nel contesto del centro storico, dove i commercianti continuano a risentire della crisi".
"Sappiamo bene come sono i nostri concittadini riminesi: se si può evitare di pagare il parcheggio, lo si evita. Quante volte, in passato, vedevamo il parcheggio Flori libero e le auto in divieto di sosta in centro? Conosciamo queste problematiche. Altrove i parcheggi costano e si pagano senza troppi problemi; da noi, effettivamente, i posti gratuiti sono molto ricercati e forse il riminese è poco abituato a pagare. Conoscendo la nostra città, però, dovremmo cercare di rendere la vita più facile ai cittadini, soprattutto a chi resiste in centro storico con un'attività economica. Continuiamo a vedere serrande che si abbassano e negozianti che scappano. Eppure, noi costruiamo 54 appartamenti in un'arteria vitale come via Roma, che è nei pressi del centro, per poi inserire parcheggi altrove. Non dubito che questi ultimi servano, vista anche la presenza di tre scuole e il bisogno nelle ore di punta, ma il tema del centro storico rimane: la carenza di parcheggi permane", chiosa.
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