Rimini, il commercio continua a soffrire: in un anno cala dell'1,6%
Nel confronto tendenziale con il 30 settembre 2025 si riscontra un lieve aumento delle imprese attive pari al +0,4%, a differenza del calo regionale (-1,3%) e nazionale (-0,8%)
Nel terzo trimestre del 2026, in provincia di Rimini, il saldo tra iscrizioni e cessazioni delle imprese è positivo, con un tasso trimestrale superiore alla media regionale. In lieve aumento la numerosità delle imprese attive totali, in controtendenza rispetto ai dati regionale e nazionale. In crescita le attività imprenditoriali dei Servizi finanziari, dei Servizi di supporto alle imprese, dei Servizi professionali, dei Servizi alla persona, dell'ICT, dell'Immobiliare, dell'Intrattenimento, delle Costruzioni e dell'Alloggio e ristorazione; in calo, invece, Commercio, Trasporti, Agricoltura e Manifatturiero. L’imprenditorialità si conferma molto elevata e continuano ad aumentare sia le ditte individuali sia le società di capitale.
Nel dettaglio, in base ai dati Infocamere-Movimprese, elaborati dall’Ufficio Informazione economica - Valorizzazione dati della Camera di commercio della Romagna, in provincia di Rimini al 30 settembre 2026 si contano 39.515 imprese registrate (sedi), di cui 34.834 attive. L’imprenditorialità si conferma alquanto diffusa: 102 imprese attive ogni 1.000 abitanti (86 imprese a livello regionale e 85 a livello nazionale).
Nel corso del terzo trimestre del 2026, in provincia si sono verificate 404 iscrizioni e 293 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), per un saldo positivo di 111 unità (nel terzo trimestre del 2025 il saldo fu pari a +80); il tasso di variazione trimestrale delle imprese registrate risulta, pertanto, positivo e pari a +0,28%, superiore a quello regionale (+0,24%) ma inferiore al dato nazionale (+0,32%).
Nel confronto tendenziale con il 30 settembre 2025 si riscontra un lieve aumento delle imprese attive pari al +0,4%, a differenza del calo regionale (-1,3%) e nazionale (-0,8%).
La dinamica delle imprese attive presenta alcune differenze a livello delle principali aggregazioni territoriali. In aumento le attività imprenditoriali nel Comune di Rimini (+0,8%), dove si concentra il 44,1% delle imprese attive provinciali, sostanzialmente stabili nel Comune di Riccione (-0,1% la dinamica, 12,3% l’incidenza). Complessivamente, il trend è positivo nei Comuni di pianura (+0,5%), dove, di fatto, si trova la maggioranza assoluta del tessuto produttivo provinciale (l’82,0%). Attività imprenditoriali in lieve crescita anche nell’Area del Basso Conca (+0,3%, 13,2% del totale) e nei territori montani (+1,4%, 1,3%), mentre una diminuzione caratterizza la Valconca (-0,4%, 7,1%). Stabilità, infine, per le imprese della Valmarecchia (incidenza dell’8,1%) e, in generale, per quelle situate nei territori collinari (-0,1%, 16,7%).
Riguardo ai principali settori economici, si trovano, nell’ordine, il Commercio (23,0% l’incidenza sul totale delle imprese attive), in flessione dell’1,6% rispetto al terzo trimestre del 2025, le Costruzioni (14,9% del totale, +0,4% la dinamica), le Attività di alloggio e ristorazione (13,7%, +0,5%), le Attività immobiliari (10,4%, +1,6%), il Manifatturiero (incidenza del 6,7%, -0,7% la variazione) e l'Agricoltura (6,4%, -1,1%).
Crescono le imprese nelle “Altre attività di servizio” (incidenza del 4,5%, +2,2% la dinamica), che comprendono i servizi alla persona come acconciatori e centri estetici, nelle “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (4,5% del totale, variazione del +2,8%), nel settore “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (3,8%, +3,0%), nelle Attività sportive e di intrattenimento (3,0%, +1,0%), nelle Attività finanziarie (credito e assicurazione) (2,5% l’incidenza, +6,5% la dinamica) e nei servizi di ICT (2,4%, +2,0%). Calano, invece, nel comparto “Trasporto e magazzinaggio” (2,5% del totale, -1,1% annuo).
Per quanto concerne la natura giuridica, la metà delle imprese attive (il 49,8%) è costituita come ditta individuale, in lieve crescita rispetto ai 12 mesi precedenti (+0,4%); seguono le società di capitale (26,8%), in aumento (+3,6%), così come negli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia), e le società di persone (21,8%), in diminuzione (-3,0%).
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