Rimini, il Questore: "Non ci sono baby gang strutturate nel nostro territorio"
Le parole del Questore Morelli rilasciate al Resto del Carlino: "Necessario distinguere certi comportamenti dall'attività di bande organizzate"
"Non siamo di fronte a bande strutturate, baby gang con un'organizzazione e interessi di lucro. Ci sono episodi che coinvolgono ragazzi, anche in gruppo, e meritano attenzione. Ma è necessario distinguere certi comportamenti dall'attività di bande organizzate". Così il Questore di Rimini Ivo Morelli, al Resto del Carlino, sul fenomeno della criminalità minorile. Rimini è una delle province emiliano-romagnole dove i minorenni incidono meno, in merito ai reati: il 4,7% degli arresti e delle denunce riguarda minori, la media nazionale è del 4,9%. Il Questore sottolinea che la quasi totalità di questi reati minorili si consuma d'estate, quando il territorio riminese registra un incremento delle presenze. Nelle parole del Questore non c'è comunque sottovalutazione del fenomeno: l'attività di prevenzione diventa fondamentale, anche attraverso gli incontri nelle scuole con le forze dell'ordine. "Un furto al supermercato a quindici o sedici anni, un telefonino sottratto, degli spintoni possono essere vissuti come comportamenti goliardici o di poco conto. È proprio su questa percezione che dobbiamo lavorare. Quello che per certi giovani sembra una banalità può avere conseguenze pesanti e diventare un ostacolo per il futuro, per una carriera lavorativa o per un percorso sportivo", sottolinea il Questore.
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