Rimini, il rione Montecavallo si fa...Principato: ma è un Pesce d'Aprile in anticipo
Moneta, la santa protettrice, l'esame per la cittadinanza: non manca nulla nella simpatica iniziativa
Il Rione Montecavallo si "stacca" da Rimini e diventa un principato. No, non è opera di un comitato che sulla scia di quello viserbese reclama indipendenza da Rimini: è un pesce di aprile in anticipo, diffuso dai promotori attraverso i canali di comunicazione con la stampa. Un'iniziativa divertente con un disclaimer preciso: "La fantasia è il migliore dei governi!".
E così prende vita il principato di Montecavallo, i cui confini sono definiti dalle vie Garibaldi, Bastioni Meridionali e Corso d'Augusto.
"Il neonato principato non si accontenta di essere solo un esperimento di autogoverno: i suoi fondamenti si ispirano, con un tocco goliardico, ai principi della Carta del Carnaro di Gabriele d’Annunzio (si narra che i suoi articoli saranno letti rigorosamente in dialetto romagnolo durante le assemblee) e agli ideali delle comunità di Adriano Olivetti, che qui diventano Comunità della creatività distrettuale surreale. L’obiettivo? Unire l’audacia rivoluzionaria e anarchica (dove anarchia significa assenza di poter e non di regole) al gusto delle tradizioni locali, dove il consiglio dei saggi si riunisce appollaiato sulle mura romane per discutere le sorti della nazione davanti a una partita a briscola e una ciambella", scrivono i promotori del pesce d'aprile (in anticipo di due giorni).
Non manca la moneta ufficiale: Il Montecoin, spendibile però solo in osteria, mentre la lingua ufficiale sarà il romagnolese. Per diventare cittadini del rione, pardon principato di Montecavallo bisognerà fare tre giri dello stesso "senza fermarsi per un aperitivo". Non manca la santa protettrice: "Pia Dina". Pesce d'aprile cotto e mangiato 48 ore prima. Ma l'intento è solo divertire? Chissà.
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