Rimini, il "tessuto" imprenditoriale è vivo: soffrono però manifatturiero, pesca e agricoltura

I dati della Camera di commercio della Romagna. L'aumento di valore aggiunto stimato è pari allo 0,4%, in Regione 0,5%

06 agosto 2026 13:29
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L'Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna ha diffuso i dati relativi all'economia del territorio riminese, aggiornati al 30 giugno 2026.

Il tessuto imprenditoriale provinciale è costituito da 34.732 imprese attive (sedi), in lieve aumento rispetto a un anno fa (+0,3%). L’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 102 imprese attive ogni mille abitanti (86 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). Circa la metà delle imprese attive (il 49,8%) è una impresa individuale, mentre le società di capitale, pari al 26,6% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, il 93,8% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da aziende con meno di 10 addetti. Stabili le imprese artigiane (9.622), mentre si riduce il numero delle imprese cooperative (237, -2,5% annuo). Le start-up innovative, al 29 giugno 2026, risultano 82, in crescita tendenziale (+3,8%); la maggior parte delle stesse opera nel macrosettore dei Servizi (60 unità).

In merito all’andamento dei principali settori, riguardo a quello primario, la consistenza delle imprese agricole attive (2.218 unità) è in flessione dell’1,6% rispetto a un anno fa, così come sono in calo le imprese della Pesca (-4,4%, 174 unità). Con riferimento a quest’ultimo comparto, nel mercato ittico all’ingrosso di Rimini, nel periodo gennaio-giugno 2026, si rileva una contrazione delle quantità commercializzate (-7,7% sul medesimo periodo del 2025) e del corrispondente valore del pescato (-2,3%), che è pari a 5,3 milioni di euro a fine giugno.

I dati relativi all’Industria manifatturiera, derivanti dall’indagine congiunturale della Camera di commercio della Romagna (rivolta a imprese con più di 9 addetti), al primo trimestre 2026, presentano criticità: il trend medio annuo della produzione (tendenza media degli ultimi 12 mesi) segna un (-7,2%. Con riferimento ai comparti del Manifatturiero riminese, si confermano valori in flessione per Abbigliamento e accessori (-0,8%), Prodotti in metallo (-1,0%) e Macchinari (-15,6%), in crescita per Alimentare (+6,2%) e Chimica e plastica (+7,2%); inverte il trend medio, in termini positivi, il comparto Altre industrie (+4,2%), mentre risulta sostanzialmente stabile Legno e mobili (+0,2%). In tale contesto si inserisce la stabilità dell’occupazione negli ultimi 12 mesi (+0,1%). In merito, infine, alla struttura produttiva, si rileva una riduzione della consistenza delle imprese manifatturiere attive al 30 giugno 2026 (-0,7%, 2.348 unità), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel settore edile (5.185 unità a fine giugno) si riscontra una stabilità del numero di imprese attive; in calo, invece, nel primo trimestre dell’anno in corso, rispetto al primo trimestre 2025, il relativo volume d’affari (-2,9%) (fonte: indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna).

Per ciò che concerne il Commercio al dettaglio, le vendite, nel primo trimestre 2026, in termini tendenziali, sono in calo (-2,4%), con una variazione negativa sia del comparto alimentare (-3,0%) sia di quello non alimentare (-3,1%); riguardo alla dimensione, risultano in sofferenza la piccola e la media distribuzione (rispettivamente, -4,3% e -2,7%), mentre una certa stabilità caratterizza quella grande (+0,1%).

Le imprese attive del Commercio al dettaglio (4.359 unità al 30/06/2026) sono in calo (-2,8% annuo), così come la consistenza delle imprese nel settore del Commercio nel suo complesso (ingrosso, dettaglio e riparazioni autoveicoli), che conta, al 30/06/2026, 7.990 imprese (-2,3% rispetto al 30/06/2025); dinamica negativa, infine, anche per le imprese e-commerce (249 unità, -22,9%).

Nel periodo gennaio-marzo 2026 calano le esportazioni (che ammontano a 0,6 miliardi di euro) in provincia di Rimini: -7,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, diversamente dalla sostanziale stabilità regionale (+0,2%) e dall’incremento nazionale (+1,3%). Riguardo ai principali prodotti, calano le esportazioni degli Articoli di abbigliamento (-12,0%, 15,3% del totale), degli Altri prodotti alimentari (zucchero, cacao, condimenti vari, pasti pronti, alimenti dietetici) (-4,9%, 6,4%), delle Navi e imbarcazioni (-59,5%, 4,8%), delle Bevande (-5,6%, 4,2%), degli Apparecchi per uso domestico (-1,3%, 4,1%) e degli Elementi da costruzione in metallo (-0,8%, 3,3%). Crescono, invece, le esportazioni delle Macchine utensili e per la formatura dei metalli (+10,1%, 15,4% del totale) e delle Altre macchine di impiego generale (+3,1%, 9,2% del totale). Per quel che concerne i principali Paesi di destinazione delle esportazioni, troviamo, nell’ordine: Stati Uniti (11,7% del totale), Francia (9,3%), Germania (8,8%), Spagna (5,8%), Regno Unito (5,6%) e Polonia (4,5%); di questi, nessun Paese risulta in crescita, con flessioni che invece riguardano Stati Uniti (-14,6%), Germania (-5,6%), Spagna (-0,3%), Regno Unito (-15,2%) e Polonia (-6,2%), mentre una stabilità caratterizza la Francia (-0,1%).

Le imprese attive dei Servizi di alloggio e ristorazione (4.743 unità al 30/06/2026) risultano in lieve aumento (+0,3%). I dati provvisori sul movimento turistico (comprensivi delle statistiche relative agli alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale N.d.R.), nel periodo gennaio-giugno 2026 registrano un incremento del 2,3% degli arrivi (1,8 milioni) e del 4,2% delle presenze (5,6 milioni). Migliori i risultati della clientela straniera rispetto a quella italiana: nel dettaglio, +1,8% di arrivi italiani e +3,8% di presenze nazionali, +4,4% di arrivi stranieri e +5,3% di presenze estere. In aumento, poi, nel primo trimestre 2026, il fatturato dell’intero settore (+1,3% rispetto al primo trimestre 2025, come risulta da indagine congiunturale Unioncamere Emilia-Romagna).

Le imprese attive nel comparto “Trasporti di merci su strada” (480 al 30/06/2026) risultano in calo del 3,4%, così come quelle relative al settore principale, rappresentato da Trasporti e magazzinaggio (866 unità, -1,3%). Positivi, invece, nel periodo gennaio-giugno 2026, i dati sul movimento passeggeri all’aeroporto Fellini di Rimini: in termini tendenziali, +28,4% di arrivi (107.569 unità) e +24,2% di partenze (101.427 unità).

I dati ISTAT Forze di lavoro relativi all’anno 2025 (media mobile a quattro trimestri), ultimo aggiornato, rilevano per la provincia di Rimini: un tasso di attività (15-64 anni) pari al 73,0% (+1,2 punti percentuali rispetto all’anno 2024), minore del dato regionale (74,5%) e superiore alla media nazionale (66,7%); un tasso di occupazione (15-64 anni) pari al 69,7% (+1,4 punti percentuali), inferiore al dato regionale (71,4%) e maggiore di quello nazionale (62,5%); un tasso di disoccupazione (15-74 anni) del 4,5% (-0,2 punti percentuali), superiore a quello dell’Emilia-Romagna (4,1%) ma più contenuto del dato Italia (6,1%).

In flessione le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni nel periodo gennaio-giugno 2026 (2,4 milioni di ore): -25,1% rispetto ai primi sei mesi del 2025, con una sostanziale stabilità della CIG ordinaria (-0,2%, 74,8% del totale) e una sensibile diminuzione di quella straordinaria (-57,0%, 25,2%). A livello settoriale, le ore autorizzate si concentrano in netta prevalenza nel Manifatturiero (94,7% del totale, -25,6%); a seguire, le Costruzioni (4,6% l’incidenza, +25,1% la variazione tendenziale).

Positivo il saldo assunzioni-cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente nel 1° trimestre 2026: +2.503 posizioni, con 18.959 assunzioni (+4,3% su gennaio-marzo 2025) e 16.456 cessazioni (+5,9%); il 7,9% delle assunzioni è risultato a tempo indeterminato, il 28,0% a termine, il 3,3% in apprendistato, il 14,2% stagionale, il 6,4% in somministrazione e il 40,2% con contratto intermittente.

In tale contesto si inserisce il discorso relativo all’inflazione sul territorio, misurata dall’indice Istat Nic (prezzi al consumo per l’intera collettività); sulla base di tale indice, la variazione tendenziale media per il capoluogo di Rimini (estendibile all’intera provincia) nel semestre gennaio-giugno 2026 è stata pari a +2,6% (Emilia-Romagna: +1,9%, Italia: +2,2%), con un andamento crescente fino a maggio (da +0,9% di gennaio a +3,6% di maggio) e una parziale stabilizzazione a giugno (+3,3%).

Complessivamente, secondo gli Scenari Prometeia, aggiornati a luglio 2026, la provincia di Rimini ha fatto registrare nel 2025 un aumento del valore aggiunto stimato pari allo 0,4% (+0,5% in Emilia-Romagna, +0,4% in Italia). Al netto delle incognite dovute alle dinamiche economiche e geopolitiche internazionali, le previsioni per il 2026 indicano una crescita del valore aggiunto complessivo, superiore alle precedenti stime di aprile, che dovrebbe attestarsi intorno al +0,3%, inferiore alla dinamica regionale (+0,6%) e nazionale (+0,5%).

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