Rimini, in dieci anni i senzatetto sono raddoppiati. C'è chi ha lavoro, ma è senza casa
Tra il 2015 e il 2025 le persone senza fissa dimora stabili sul territorio sono passate da 300 a 600
A dieci anni dall'ultima rilevazione, una nuova ricerca scatta la fotografia dei senzatetto a Rimini. Una grave marginalità riscontrata dalla rete composta da Caritas diocesana, Rumori Sinistri, Papa Giovanni XXIII e Opera Sant'Antonio, come riferisce l'Ansa. Tra il 2015 e il 2025 le persone senza fissa dimora stabili sul territorio sono passate da 300 a 600. L'86% è in regola con i documenti. Ciò che è emerso è un netto cambiamento del profilo di chi vive in strada.
"Molte delle persone che vivono in strada sono persone che lavorano, che sono in regola con i documenti, ma che nonostante ciò non riescono ad accedere alla casa e a un abitare degno - sottolinea Domizia Feriaud, operatrice sociale di Rumori Sinistri - E dietro la presentazione della ricerca c'è sicuramente la volontà di aprire un dialogo con le persone che vivono questa condizione e aprire un dialogo con le istituzioni per portare avanti delle politiche trasformative".
Una nota positiva sono i passi avanti fatti dalla rete di assistenza territoriale grazie al potenziamento delle mense e alla nascita di ambulatori con medici volontari. Tuttavia, restano radicate alcune criticità. "È rimasta la richiesta di bagni pubblici, di una residenza fittizia in tempi celeri e di più posti letto, perché i posti letto sul nostro territorio sono proprio pochi", afferma Isabella Mancino, operatrice della Caritas.
L'era post-Covid porta con sé una cicatrice: la mancanza di legami umani. La solitudine di chi vive la strada si è fatta sempre più marcata. "Il Covid ha inciso sulle relazioni; mentre prima le persone senza dimora dicevano di avere aiuti anche da soggetti esterni, sia economici, sia di amicizie, nel 2025 si respira un'aria più di solitudine. E quindi facciamoci tutti vicini e aiutiamo chi è più in difficoltà", è l'appello finale di Mancino.
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