Rimini, incidenti sul lavoro crescono del 16% in un anno. Marcello (Fdi) chiede interventi
"Nei primi due mesi del 2026 sono stati denunciati 739 infortuni", riferisce il consigliere di centrodestra
“La Regione Emilia-Romagna intervenga con azioni concrete per contrastare il trend in crescita degli infortuni sul lavoro, con particolare riferimento al territorio riminese”.
La richiesta arriva, con un’interpellanza rivolta alla giunta regionale, da Nicola Marcello (Fratelli d’Italia).
Il consigliere, in particolare, vuole sapere dall’esecutivo regionale “se siano previste iniziative specifiche per rafforzare i controlli e le attività ispettive nei luoghi di lavoro, soprattutto nei settori maggiormente interessati dal lavoro stagionale e più densi di pericoli”.
“A livello nazionale – spiega il consigliere – i dati più recenti disponibili indicano che nel 2025 sono state registrate oltre 590mila denunce di infortunio, a conferma della necessità di mantenere alta l’attenzione su questo problema”. Poi prosegue: “Con riferimento alla provincia di Rimini si registra un aumento significativo del numero degli infortuni sul lavoro: nei primi due mesi del 2026 sono stati denunciati 739 infortuni, con un incremento pari a circa il 16% rispetto allo stesso periodo del 2025”. Quindi rimarca: “Si tratta di un aumento superiore alla media regionale”. E sottolinea: “A questo si aggiunge un incremento delle denunce di malattie professionali, elemento che segnala una criticità ancora più ampia legata alla cronicità di condizioni di lavoro inadeguate”.
“La provincia di Rimini – rimarca Marcello – presenta caratteristiche specifiche, fra cui una forte incidenza del lavoro stagionale (in particolare legato al settore del turismo), con una significativa rotazione del personale, fattori che possono incidere sulla qualità della formazione”. Infine, conclude: “La sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere considerata un tema secondario, costituisce un elemento fondamentale per la dignità della persona, per il corretto funzionamento del sistema produttivo e per la valutazione del grado di civiltà e legalità di una comunità”.
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