Rimini, Inps reclama oltre 50.000 euro verso due imprenditori: ma addebiti annullati

I due imprenditori sono indagati per reati penali, ma la difesa ha già ottenuto l'annullamento degli avvisi di accertamento di Agenzia delle Entrate

05 aprile 2026 06:10
Rimini, Inps reclama oltre 50.000 euro verso due imprenditori: ma addebiti annullati - Tasse, fisco, Imu, Agenzia delle Entrate REPERTORIO
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Il Tribunale di Rimini ha annullato quattro avvisi di addebito, da parte dell'Inps, nei confronti di due fratelli italiani di 56 e 55 anni, imprenditori nel settore edile, indagati dalla Procura di Rimini per presunti reati fiscali e difesi dall'avvocato Alvaro Rinaldi.

L'Inps, nell'ambito dell'attività di accertamento di Agenzie dell'Entrate sugli imprenditori, dalla quale è nata l'indagine penale, ha agito per ottenere da uno degli indagati 7.500 euro e dall'altro 44.000 euro, reclamando contributi non versati proprio in relazione a quelle fatture, emesse tra il 2018 e il 2021 nei confronti di un imprenditore albanese 52enne, attivo nel settore dei trasporti, anch'egli indagato. In pratica, secondo il teorema accusatorio, queste fatture sarebbero fittizie, non avendo il 52enne dichiarato al fisco i compensi risultati da esse; il denaro sarebbe "sparito" senza pagare le tasse e quindi anche i contributi all'Inps, relativi a quelle somme.

La difesa degli imprenditori, nel febbraio 2025, aveva però ottenuto una sospensiva relativa agli otto avvisi di accertamento di Agenzia delle entrate e poi l'annullamento di essi. Da qui il Tribunale ha riconosciuto l'impossibilità, da parte dell'Inps, di poter agire per ottenere il pagamento delle somme: lo potrà fare solo in caso di pronuncia di primo grado, da parte del giudice tributario, sfavorevole ai due imprenditori indagati. L’imponibile complessivamente sottratto al fisco, secondo l'accusa, ammonta a circa 500.000 euro.

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