Insegnante riminese vince contro il Ministero: sanzione disciplinare annullata dal giudice

Il docente ha ottenuto l'annullamento della sanzione disciplinare in primo grado, annullamento confermato poi in appello

17 giugno 2026 18:40
Insegnante riminese vince contro il Ministero: sanzione disciplinare annullata dal giudice - Scuola REPERTORIO ANSA
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Si è chiusa la complessa vicenda legale che ha visto protagonista un insegnante di una scuola superiore del Riminese. La Corte d’Appello di Bologna ha infatti rigettato il ricorso presentato dall'Avvocatura dello Stato già alla prima udienza, confermando la sentenza di primo grado e condannando il Ministero dell'Istruzione e del Merito al pagamento delle spese legali per la seconda volta.

Due gli episodi che hanno causato il contenzioso. In primo luogo, l'insegnante, in veste di consigliere d'istituto, aveva richiesto l'accesso ai dati contabili relativi agli introiti della cassa interna della scuola. In secondo luogo, secondo quanto lamentato dal docente, il dirigente era entrato in classe, durante un'ora di lezione, invitandolo a seguirlo in ufficio per fornire spiegazioni su quanto avvenuto precedentemente. L'insegnante avrebbe chiesto un ordine di servizio scritto che lo esonerasse dalla responsabilità della sorveglianza, dato che il colloquio non sarebbe stato urgente. A seguito di questi due episodi, era stato sanzionato dalla dirigenza scolastica con la censura (una dichiarazione formale di biasimo scritto).

Assistito dal proprio legale, il docente ha chiesto l'annullamento in autotutela del provvedimento sanzionatorio, sottolineando che la propria condotta fosse stata ineccepibile e corretta sotto ogni profilo, sia sul piano della trasparenza sia su quello della sicurezza degli alunni. Il dirigente scolastico ha confermato la doppia sanzione, così si è passati alle vie legali: il docente si è infatti rivolto al Tribunale del Lavoro, che il 14 gennaio ha annullato la sanzione. Poi l'appello e la conferma della decisione in primo grado.


Il sindacato: "Avvocatura dello stato ingolfa i Tribunali"

Il docente è stato seguito, in questo lungo iter, dalla Uil Scuola Rimini, guidata dal segretario responsabile Costantino Scamperti. La tutela legale è stata affidata agli avvocati Domenico Naso e Cinzia Ganzerli. "Con questo atto il docente spera che si concluda un’esperienza che dura da due anni e che lascia l’amaro in bocca. Chi ha agito in nome della legalità ha dovuto fare fronte a cause legali spinte fino alla Corte d'Appello. Questo accade solo quando ci si scontra con il settore pubblico: se fosse stata una causa tra privati, chi ha perso in primo grado non si sarebbe mai sognato di ricorrere in appello per un procedimento di questo tipo", il commento di Scamperti, che ha poi concluso con una riflessione. "L’Avvocatura dello Stato non si è preoccupata di ingolfare i tribunali con un secondo procedimento. Probabilmente certe scelte si fanno con leggerezza, senza calcolare le conseguenze economiche di azioni i cui costi, purtroppo, non vengono pagati di tasca propria da chi decide di procedere".

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