Rimini, le piscine sulle spiagge dovranno essere "bio": il sindaco spiega le modifiche al piano dell'arenile
Sostenibilità e adattamento all'emergenza climatica in corso rimangono due principi guida del piano dell'arenile, precisa il sindaco Sadegholvaad
Con 17 voti favorevoli, 5 contrari e 7 astenuti, il Consiglio Comunale di Rimini, nella seduta di ieri (6 agosto), ha approvato la variante al Piano dell'Arenile, un provvedimento che ha suscitato critiche e proteste, in particolare per la possibilità, per le micro aggregazioni degli stabilimenti balneari (piccole fusioni di 2-3 bagni) di realizzare terrazze e piscine, anche se non è previsto un incremento delle superfici edificabili complessive. In particolare, la nuova normativa prevede la possibilità di realizzare sia terrazze (senza barriere architettoniche), anche per chi ha pubblico esercizio, sia piscine scoperte fino a 100 metri quadrati con profondità massima portata a 180 centimetri, mentre viene esclusa la copertura invernale di piscine e altre strutture sportive.
Il sindaco Jamil Sadegholvaad, rispondendo alle critiche, ha sottolineato che la variante sia stata pensata per migliorare l'offerta degli stabilimenti balneari, promuovendo un nuovo modo di vivere la spiaggia, ma sempre seguendo la strada della sostanibilità che ha ispirato altri progetti, dal piano della salvaguardia della balneazione al Parco del Mare, fino alla "depavimentazione", sempre effettuata con il Parco del Mare: via il cemento e più verde, permeabile all'acqua (quindi meno allagamenti), per contrastare le isole di calore. Le piscine degli stabilimenti balneari dovranno essere in particolare delle biopiscine: temporanee, reversibili e a basso impatto; dovranno essere realizzate senza cemento armato e comportare una compensazione attraverso la riduzione di volumetrie esistenti. L'obiettivo dichiarato è adattare la spiaggia alle nuove abitudini dei turisti, che la frequentano meno per l’intera giornata e maggiormente al mattino presto e alla sera. In merito alla crisi idrica in corso e considerando le estati sempre più calde e siccitose, da palazzo Garampi si approfondirà la possibilità di riempire le biopiscine con acqua salata. Soluzione tecnica e complessa, ma che potrebbe essere molto vantaggiosa sul lungo termine.
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