Rimini, Liberaldemocratici: "Bene lavori su barriere architettoniche, ma sottopasso stazione dimenticato"
Andrea Ferrando: "Una città inclusiva non si misura soltanto dalla sistemazione di qualche marciapiede"
Andrea Ferrando, segretario provinciale Rimini del Partito Liberaldemocratico, chiede chiarezza all'amministrazione comunale sul sottopasso della stazione ferroviaria. "Abbiamo letto l’annuncio dell’assessore Morolli relativo al piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche in città, che prevede otto interventi per un valore complessivo di centomila euro con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità per persone con mobilità ridotta e non vedenti. Ogni intervento volto a rendere Rimini più accessibile è naturalmente positivo. Il problema nasce però quando questi interventi vengono presentati come prova di una particolare attenzione al tema dell’inclusione, mentre su questioni più rilevanti continua a permanere il silenzio dell’amministrazione comunale", esordisce Ferrando, che entra poi nel nodo della questione: il nuovo sottopasso della stazione, oggetto anche di una lettera presentata dallo stesso esponente dei Liberaldemocratici al sindaco di Rimini: "Nello specifico chiedevo chiarimenti su una grave lacuna progettuale da parte di Rete Ferroviaria Italiana, sfuggita anche all’amministrazione comunale nella fase di condivisione del progetto: l’impossibilità per le persone con disabilità, anziani o genitori con passeggini di raggiungere i binari in autonomia. Domandavo inoltre se il Comune fosse a conoscenza di ulteriori interventi di riqualificazione previsti da RFI sulle rampe di accesso ai binari e invitavo il sindaco a monitorare attentamente eventuali lavori di adeguamento per garantire il pieno diritto all’accessibilità".
A quella lettera, evidenzia laconico Ferrando, non c'è stata però risposta. "L'accessibilità non può essere affrontata solo attraverso piccoli interventi frammentati o annunci mediatici. Serve una progettazione seria, strutturale e continua, soprattutto quando si parla di infrastrutture strategiche come una stazione ferroviaria. Una città inclusiva non si misura soltanto dalla sistemazione di qualche marciapiede, ma dalla capacità di garantire autonomia, dignità e libertà di movimento in tutti gli spazi pubblici. Oggi emerge una mancanza di visione complessiva e una scarsa attenzione concreta ai diritti delle persone più fragili. Un’assenza politica e progettuale che rende la cartolina di Rimini sempre più sbiadita", chiosa Ferrando.
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