Al Romeo Neri l'abbraccio di Rimini al 'suo' Igor Protti
Il sindaco: "Igor, una persona che ha saputo unire tutti". Gnassi: "Un campione dai valori importanti'. Il ricordo di Mastini, Zannoni, Ricchiuti
Dopo Cecina e Livorno, la città che lo ha adottato e trasformato in una leggenda, ecco la sua Rimini dove è nato e in biancorosso ha mosso i primi passi da calciatore. Domenica pomeriggio allo stadio Romeo Neri in centinaia hanno dato l’ultimo saluto a bomber Igor Protti, il ragazzino che dal Neri prese il volo verso il grande calcio e la celebrità: quattro volte ha vinto la classifica cannonieri in tutte le categorie professionistiche italiane: serie A (1995-96) in una squadra retrocessa (il Bari), serie B (2002-2003, Livorno), serie C (2000-2001 e 2001-2002, Livorno). Igor Protti è stato insignito nel 2003 del Sigismondo d'oro.
In mezzo al campo, accanto al feretro, il gonfalone della città, i familiari (il cugino di Igor alla fine ha ringraziato tutti i riminesi per la partecipazione), tra gli altri il sindaco Jamil Sadegholvaad e il suo predecessore Andrea Gnassi.
Tra ex compagni di squadra ed ex giocatori avvistati tra gli altri Zannoni, Mastini, Cinquetti (l’esordio di Igor in biancorosso avvenne nella stagione 83-84: mister Materazzi lo mando in campo al posto del Bombardone), Ceci, Borghini, il preparatore atletico Chiodi, Ricchiuti, Bravo, Ciriaco, Serra, Fratta, Angelini, Cevoli, Sapucci, Tamai. Tutti con un aneddoto da ricordare.
“Un personaggio, Igor, amato da tutti Igor – ha ricordato il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad con la fascia tricolore prendendo come spunto il toccante messaggio scritto dal campione e reso noto dopo la sua scomparsa –, che ha avuto la grande capacità in un mondo complicato come quello del calcio di unire. Igor era stimato in maniera trasversale, da tutti. Ricorderemo il campione, ma anche le sua umiltà, il garbo che non ha smarrito neppure nella fase dolorosa della malattia. Se da una parte è forte il dolore per il suo addio, dall’altra deve esserci la gioia di aver incrociato una presenza come quella di Igor”.
Andrea Gnassi, che da ragazzino ha incrociato i tacchetti con Protti, richiamando il documentario "Eroe romantico del calcio" che ripercorre la carriera del calciatore Igor Protti, ha sottolineato i profondi valori che hanno fatto da stella cometa nella vita del campione, in particolare quelli del sacrificio e della fatica.
Non certo una star, ma una stella. Quel film documentario, infatti, è il racconto della vicenda umana e sportiva del campione, un modello per le nuove generazioni.
Alla fine un lungo applauso, sventolio di bandiere biancorosse, abbracci e tanta commozione. Ciao, Igor.
Il ricordo di Mastini, Zannoni e Ricchiuti
[gallery id="4255" mode="grid""
29.3°