Rimini, nasce “Casa futura”: una casa condivisa per conquistare l’autonomia
Il progetto del Comune e del Distretto sanitario nord accompagnerà giovani con disabilità medio-grave in un percorso di vita indipendente
Uscire dal nido famigliare per sperimentare una esperienza di coabitazione innovativa, capace di stimolare l’autonomia e l’indipendenza dei giovani con gravi disabilità. Si chiama "Casa futura" il progetto avviato dall’amministrazione comunale che coinvolge il Distretto sanitario nord di Rimini, pensato per promuovere percorsi strutturati e personalizzati rivolti alle persone con disabilità medio-grave che si affacciano alla vita adulta, attraverso un programma di co-housing assistito. “Si tratta di un progetto innovativo che poggia su un’esigenza crescente, quella di accompagnare i giovani affetti da gravi disabilità psichiche in un percorso di vita per quanto possibile indipendente dalla famiglia di appartenenza – sottolinea l’assessore alla protezione sociale Kristian Gianfreda – L'obiettivo è stimolare lo sviluppo di abilità e capacità personali, l’autodeterminazione e il protagonismo, attraverso esperienze concrete di condivisione e di scambio, accompagnati e supportati educatori e operatori specializzati. Abbiamo scelto di abbracciare questa esperienza, sicuramente sfidante, grazie ad un confronto con le famiglie dei giovani con disabilità, ascoltandone bisogni e anche preoccupazioni: genitori che ogni giorno oltre a pensare al benessere quotidiano del proprio figlio o figlia, pensano al futuro, al ‘dopo di noi’, a garantire la migliore qualità della vita possibile anche quando la rete parentale sarà più fragile”.
Il progetto Casa futura, approvato dalla Giunta comunale nell’ultima seduta, coinvolgerà un numero limitato di giovani che condivideranno questa esperienza abitativa un immobile che sarà individuato in fase di progettazione. Si metteranno alla prova nella quotidianità, imparando la cura di sé, la gestione della casa e del denaro, l’organizzazione del tempo. L’azione è innovativa anche per la procedura di co-progettazione aperta ai soggetti del terzo settore, che si svilupperà in due fasi: in un primo momento si andrà a definire il modello del percorso (durata, investimento, articolazione di massima del progetto), in un secondo momento, sulla base degli esiti della prima istruttoria, si andrà a definire puntualmente l’assetto gestionale, l’impiego delle risorse organizzative e professionali e le soluzioni migliori attraverso l’apporto della rete del terzo settore.
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