"Rimini non è solo hotel, spiagge e turisti": il grido d'allarme per salvare il commercio

Stefano Benaglia e la sua analisi per il rilancio del commercio e dei negozi di vicinato

02 maggio 2026 12:34
"Rimini non è solo hotel, spiagge e turisti": il grido d'allarme per salvare il commercio - Centro storico di Rimini ARCHIVIO
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Stefano Benaglia, figura nota nel dibattito civico riminese, interviene sul tema commercio, criticando le parole del sindaco Sadegholvaad, che in un intervento a un congresso sul turismo, ha riferito che la situazione del commercio non sia recuperabile e che la crisi, sotto questo profilo, "morde" ogni realtà, anche a livello internazionale.

Per Benaglia è "una resa incondizionata" e che parlare di turismo "escludendo il commercio non ha senso" perché una località turistica non può esistere solo con "pizzerie, ristoranti, bazar, kebab, fast-food e centri commerciali, senza attività commerciali".

"Hotel 4 stelle, co-living, senior living e appartamenti posso prosperare solo grazie a spiagge con piscina e servizi esclusivi dentro le strutture? Perché ad esempio non si è parlato di aree camper e spazi per il tempo libero? Perché ci si è concentrati totalmente sul settore alberghiero demandando a entità eteree la rinascita dei quartieri?", evidenzia Benaglia, che scende poi a fondo nell'analisi.

In primis chiedendo uno stop alle grandi superfici per centri commerciali, attraverso regole più stringenti nel Pug, "ma la volontà politica è nulla, perché le cooperative di consumo e le loro concorrenti finanziano le campagne elettorali in maniera sostanziale", attacca Benaglia.

Per ciò che concerne i negozi di vicinato, la ricetta secondo Benaglia è "specializzazione e qualità", inoltre "multicanalità dell’impresa, cioè integrare l’esperienza del negozio fisico con tutti i canali del digitale, dall’e-commerce ai profili social, fino all’implementazione dell’intelligenza artificiale".

Da qui la necessità per le associazioni di categoria di svolgere un ruolo centrale, in questo processo di salvataggio dei negozi di vicinato, e per l'amministrazione comunale di intervenire con una serie di azioni. Tra esse: tassazione agevolata per le strutture di vicinato sotto i 200-200 mq, un voucher di avvio di impresa di 5000 euro come credito di imposta, diviso in 3 anni ma solo dopo i 2 anni di attività continuativa sotto la stessa partita iva. Infine la creazione di una piattaforma locale, finanziata da fondi comunali per il commercio locale, che preveda un Marketplace e consegne a domicilio, oltre all’integrazione di sistemi di Payback (come la card Valore Romagna). ma con un più facile e agevole utilizzo.

"A Viserbella quest’inverno hanno chiuso un negozio di vestiti e lo storico forno di quartiere. Considerare il commercio una partita persa è una dichiarazione di resa inaccettabile per degli amministratori locali. Così come è pura ingenuità pensare che degli imprenditori vengano a costruire nuovi hotel super lusso all’interno di un tessuto economico e commerciale devastato e senza offerta turistica. Il rischio è quello di attirare solo quella parte grigia di economia, fatta di speculazione e riciclaggio. Una città come Rimini non è solo hotel, spiagge e turisti. Deve essere vivibile prima di tutto per i suoi 150.000 abitanti che devono poter avere servizi di qualità, senza il degrado e l’insicurezza che la scomparsa del negozio di vicinato crea", chiosa Benaglia.

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