Rimini paga ancora il prezzo dell’amianto: 170 casi, 35 anni dopo l’esposizione

Cgil e AFeVA: "A Rimini mappatura incompleta, rischio ancora reale"

A cura di Redazione
16 febbraio 2026 14:56
Rimini paga ancora il prezzo dell’amianto: 170 casi, 35 anni dopo l’esposizione - Repertorio
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Un comunicato congiunto di Cgil Rimini e AFeVA Rimini richiama l’attenzione sull’emergenza ancora aperta legata all’amianto e al mesotelioma maligno in provincia di Rimini. Secondo i dati aggiornati al 30 giugno 2025 del rapporto “Il mesotelioma maligno in Emilia-Romagna”, redatto da A. Romanelli, C. Storchi e L. Mangone, dal 1996 a oggi sono stati diagnosticati 170 casi di mesotelioma sul territorio provinciale, nonostante l’amianto sia stato bandito in Italia dal 1994.

Il mesotelioma maligno è un tumore raro, fortemente correlato all’esposizione professionale o ambientale alle fibre di amianto. A causa di un lungo periodo di latenza, che può raggiungere i 35-40 anni, la malattia si manifesta spesso dopo la fine dell’attività lavorativa. In Emilia-Romagna la sorveglianza epidemiologica è attiva dal 1995 e viene realizzata anche tramite il Registro Mesoteliomi (ReM).

In provincia di Rimini, pur registrando il più basso tasso di incidenza regionale, 100 casi su 170 sono riconducibili a esposizione professionale. Altri 10 sono legati a esposizioni ambientali o familiari, spesso connesse alla presenza di materiali contenenti amianto nelle abitazioni, come le coperture in Eternit. Un caso è stato attribuito a esposizione ambientale diretta, mentre 48 restano di origine ignota o non classificabile. I settori più colpiti risultano edilizia e costruzioni (13,8%), manutenzioni ferroviarie (9,8%), metalmeccanica (8,9%) e industria alimentare (7,9%).

Cgil e AFeVA sottolineano l’importanza degli strumenti di tutela e prevenzione già attivi sul territorio. Presso la Camera del Lavoro è operativo lo Sportello AFeVA, che offre consulenza e supporto agli ex esposti, mentre l’Ambulatorio Amianto dell’AUSL Romagna garantisce gratuitamente un percorso di sorveglianza sanitaria dedicato.

Resta però centrale il ruolo delle amministrazioni locali: secondo il Piano regionale amianto, la mappatura completa dei materiali ancora presenti sul territorio dovrebbe essere una priorità strategica. A oggi, denunciano le due organizzazioni, tale piano non risulta ancora pienamente attuato in provincia di Rimini, lasciando aperta una criticità che continua a produrre conseguenze sanitarie a distanza di decenni.

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