Rimini, polemica sui gatti al cimitero. Cuori Randagi replica: “Nessun degrado, solo abbandoni continui”

Al centro della contestazione le 12 casette installate tra le cappelle: il Comune ne dispone lo spostamento

A cura di Riccardo Giannini Redazione
18 febbraio 2026 10:43
Rimini, polemica sui gatti al cimitero. Cuori Randagi replica: “Nessun degrado, solo abbandoni continui” - Foto da Facebook
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A Rimini scoppia la polemica sulla presenza di gatti al cimitero monumentale di Rimini. All'interno sono state infatti posizionate 12 casette e il fatto ha indispettito una cittadina, che ha inoltrato segnalazione alle autorità competenti, dando notizia sui social. "La colonia felina deve stare all'esterno del cimitero - scrive - non dietro le cappelle, dove provocano danni ad arredi e piante. Non dimentichiamo che questi animali, incolpevoli, sono portatori, loro malgrado di malattie ed infezioni della pelle, l'asilo di Viserbella fu chiuso due volte per fare la disinfestazione per lo stesso problema portato da gatti randagi confinanti. Vogliamo restituire un po' di dignità ai nostri cari e a chi se ne prende cura. Le casette sono abusive, non potevano neanche entrare, non c'è nessuno che vigila?".

Il Comune di Rimini è intervenuto, in primis avviando una procedura per capire chi abbia posizionato le casette, poi decidendo di spostarle in un'area esterna al cimitero. Lo riferisce Il Resto del Carlino.

A seguito delle polemiche, ha preso parola Tatiana Nigro, presidente dell'associazione Cuori Randagi, precisando che la colonia felina del cimitero di Rimini sia stata censita nel 2018 ed è sempre stata seguita da semplici cittadini e da volontarie. "Sono anni - scrive Nigro -che le associazioni segnalano i continui abbandoni di gatti cuccioli ed adulti all'interno del cimitero, senza che l'amministrazione comunale si sia curata del problema, che, come per tutte le altre gravi emergenze relative al randagismo felino, ha gravato e grava tuttora solo sulle spalle dei volontari. Nel corso degli anni sono stati recuperati e sterilizzati diversi esemplari di femmine (almeno 10 nell'ultimo triennio) e di cuccioli; questi ultimi sono stati recuperati spesso con difficoltà, visto che trovano rifugio all'interno dei loculi e di alcune tombe l'incuria grave delle quali consente ai felini di penetrarvi all'interno".

Per far fronte a questa situazione e "facilitare la cattura degli esemplari" sono state installate le casette "in luogo non molto visibile" per dare riparo ai gatti e per agevolare la loro cattura. Intanto però "le persone continuano ad abbandonare gatti adulti e cucciolate. Anche il giorno di commemorazione dei defunti (2 novembre) sono stati abbandonati 2 cuccioli (uno recuperato dalle volontarie che lo hanno attirato con il cibo affinché uscisse dalla fessura della tomba interrata dentro la quale si era nascosto, ed uno per il quale è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco perché era salito a notevole altezza su uno dei cipressi e non riusciva a scendere). Nemmeno un mese fa è stato abbandonato davanti all'ingresso del cimitero un gatto maschio adulto all'interno di un trasportino. Recuperato anche questo".

La colonia, spiega la presidente dell'associazione, è costituita da circa 20 esemplari, con le femmine tutte sterilizzate. "Chiunque abbia visto le casette - evidenzia Nigro - ha potuto constatare l'estremo decoro e pulizia che contraddistingue quell'angolo di cimitero. Come la cronaca testimonia, i cimiteri, monumentali e non, sono spesso sede di colonie feline dal momento che gente completamente priva di scrupolo continua ad abbandonarli all'interno o nell'estrema prossimità degli stessi, senza che queste silenziose presenze creassero mai un problema o lamentele da parte dei cittadini. In alcuni comuni addirittura le amministrazioni contribuiscono economicamente dando un supporto alle associazioni di volontari che se ne prendono cura".

L'associazione parla di vera e propria caccia alle streghe il tutto, attacca Nigro, "a causa di una signora che irresponsabilmente ha lasciato qualche tempo fa la porta della propria cappella di famiglia aperta, consentendo in tal modo che un felino vi entrasse". "Della lamentela della signora, le volontarie erano state messe al corrente, come anche del prospettato incontro con l'amministrazione comunale, che le referenti di quella colonia felina stanno ancora attendendo. E come sempre accade, l'inerzia di chi per legge è preposto alla tutela ed al benessere di questi animali, rischia di ricadere malamente sulla pelle di quegli stessi animali che giuridicamente dovrebbero essere garantiti nella loro incolumità", replica Nigro.

Cuori randagi coglie l'occasione anche per richiamare nuovamente l'attenzione dell'opinione pubblica sulla colonia felina presente all'ex caserma Giulio Cesare, oggi cantiere per la Cittadella della Sicurezza. "Per la soluzione di questa situazione abbiamo dovuto presentare un ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c. al Tribunale di Rimini alla prima udienza del quale l'amministrazione comunale e demaniale hanno garantito che avrebbero organizzato un tavolo tecnico con noi associazioni (Cuori randagi ed A-mici di Soraya) per trovare delle soluzioni efficaci e rispettose della vita delle creature viventi abbandonate all'interno della caserma chiusa dal 2019. Ad oggi il tavolo tecnico non è stato ancora convocato".

Nigro, "da semplice cittadina", si domanda "come mai l'amministrazione mostri una sorprendente solerzia nello smantellare 4 casette per i gatti randagi del cimitero e non lo sia altrettanto per porre rimedio a tutte le situazioni ben più gravi che riguardano il randagismo felino nella nostra città (tipo la perdurante assenza di un gattile dignitoso, più volte oggetto di proclami e mai di fatto realizzato), situazioni alla soluzione delle quali continuano a dare risposta solo le associazioni, i volontari ed i semplici cittadini amanti degli animali".

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