Rimini raccontata dalle foto di Pasquale Bove: l'archivio acquisito dalla Biblioteca Gambalunga
Il progetto sostenuto dal bando Strategia Fotografia 2025 promosso dal Ministero della Cultura
L’archivio fotografico della Biblioteca Gambalunga si arricchisce di un nuovo patrimonio di immagini capaci di raccontare la storia recente italiana e allo stesso tempo uno spaccato della società e del costume di Rimini e del territorio. La Biblioteca ha infatti formalmente acquisito l'archivio di Pasquale Bove, fotoreporter tra gli altri per la Gazzetta di Rimini, Il Resto del Carlino, Ansa e Epa (European Pressphoto Agency), composto da circa 337.000 negativi, 20.000 positivi e da un'ampia raccolta digitale.
Il progetto intitolato L’archivio fotografico di Pasquale Bove: la Rimini di fine ‘900 tra cronaca e immaginario è sostenuto dall'avviso pubblico Strategia Fotografia 2025 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che ha riconosciuto il valore di un’acquisizione che permetterà di proseguire nel percorso avviato dalla Biblioteca di valorizzazione della fotografia e del fotogiornalismo come fonte storica e potente strumento di racconto del costume e della società. Il fondo Bove si affianca infatti a quelli già acquisiti dei fotoreporter Davide Minghini (1957-1987) e Venanzio Raggi/RiminiPress (1988-2006), Riccardo Gallini e della redazione riminese del Resto del Carlino (1980-1990)
L’archivio Bove raccoglie oltre quarant’anni di attività giornalistica e documentaria, concentrata in particolare su Rimini e sul territorio, ma con lo sguardo ai contesti nazionali e internazionali. Il fondo è suddiviso in tre sezioni principali: una analogica composta da circa 337.000 negativi in acetato (bianco e nero e colore), ordinati cronologicamente; una sezione di circa 20.000 stampe positive, ordinate per tematiche; una sezione digitale composta da 40 hard disk contenenti immagini digitali native.
Le immagini spaziano dalla cronaca bianca e nera, alla vita mondana, coprendo un arco temporale che va dal 1985 ai primi anni 2020. Tra i servizi più rilevanti: il funerale di Federico Fellini, il caso San Patrignano e il processo a Vincenzo Muccioli, le Giornate internazionali del Centro Pio Manzù, il Meeting per l’Amicizia fra i Popoli. Compaiono anche figure di rilievo mondiale come Lady Diana, Gorbaciov, Bush, Madre Teresa di Calcutta, Rita Levi-Montalcini, Henry Kissinger. Particolarmente ricco il patrimonio documentario nei decenni Ottanta e Novanta, anni intensi in cui Rimini era al centro della scena internazionale.
Il fondo sarà ufficialmente inaugurato nel corso dell’estate, con una esposizione allestita al Palazzo del Fulgor.
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