Rimini, tasso di occupazione sale ed è sorpasso sulle altre province romagnole
Il tasso di occupazione è salito al 75,4%, con una crescita di 1,5 punti
Il panorama del lavoro in Romagna nel 2025 si delinea come un sistema caratterizzato da fondamentali solidi, ma attraversato da crepe strutturali che richiedono attenzione immediata. Lo rivela la Cisl Romagna. L'integrazione tra i dati locali e il Rapporto Annuale dell'Emilia-Romagna mostra una regione capace di attestarsi su un tasso di occupazione (20-64 anni) del 77,0%, con un incremento di 1,4 punti percentuali rispetto all'anno precedente.
All'interno del perimetro romagnolo, la provincia di Rimini si distingue per un incremento significativo: il tasso di occupazione è salito al 75,4%, con una crescita di 1,5 punti nell'ultimo anno e un recupero di ben 3,5 punti rispetto ai valori del 2019. Si tratta di un posizionamento che, per la prima volta, vede il territorio riminese superare le province limitrofe in termini di crescita relativa, evidenzia la Cisl.
Ravenna e Forlì-Cesena mantengono una sostanziale tenuta con un tasso di occupazione del 75,5%, ma con traiettorie differenti. Se Ravenna mostra stabilità, Forlì-Cesena registra una lieve contrazione (-0,3 punti percentuali) e resta l'unica realtà dell'area a non aver ancora riagganciato pienamente i livelli di attività pre-pandemici. Positivo è invece il dato sugli ammortizzatori sociali: le ore di Cassa Integrazione sono calate sensibilmente a Ravenna (-19,7%) e Rimini (-17,7%), segno di una fase di maggiore operatività industriale.
Accanto ai dati occupazionali in crescita, i rapporti evidenziano criticità che pesano sulla qualità sociale del lavoro. Il divario di genere rimane marcato: a Forlì-Cesena si registra uno scarto di 18,2 punti percentuali tra occupazione maschile (84,6%) e femminile (66,4%). A Ravenna, nonostante il tasso di occupazione generale sia elevato, la partecipazione femminile è calata al 69,2%, mentre la disoccupazione maschile (4,7%) ha superato quella delle donne (3,4%).
La vera emergenza del 2025 è però rappresentata dalla fascia d'età 15-24 anni. A livello regionale, si è assistito a una perdita di oltre 17 mila occupati giovani, con un tasso di disoccupazione giovanile che è balzato dal 12,3% al 17,4%. Questo deterioramento colpisce anche la Romagna, dove il fenomeno dei Neet giovani che non studiano e non lavorano) coinvolge l'8,2% della popolazione tra i 15 e i 29 anni, con una punta del 10,5% tra le giovani donne.
18.2°