Rincari su tutto, prezzi alle stelle anche a Rimini. "Ed è solo l'inizio"
Inflazione in crescita: l’allarme di Federconsumatori sulle famiglie in difficoltà
Federconsumatori Rimini torna a lanciare l’allarme sull’aumento del costo della vita, un fenomeno che l’associazione aveva già previsto e che ora trova conferma nei dati Istat relativi al mese di aprile. L’inflazione nel territorio riminese sale al 3,6%, quasi un punto percentuale in più rispetto al dato nazionale, dopo il +1,5% registrato a marzo. A spingere verso l’alto l’indice dei prezzi sono soprattutto le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente, che continuano a incidere in modo significativo sul comparto energetico.
Le spese per abitazione, acqua, elettricità e gas crescono del 4,5%, mentre i prodotti alimentari e le bevande analcoliche aumentano del 2,9%. Seguono le bevande alcoliche con un +3,1%, i trasporti con un +3,4% e i servizi di ristorazione e alloggio che raggiungono un +7%. In rialzo anche i costi per l’assistenza alla persona e la protezione sociale (+5,4%), i servizi finanziari e assicurativi (+4,1%), l’istruzione (+1,9%) e la sanità (+1,6%).
Secondo Federconsumatori, questi incrementi destano forte preoccupazione perché colpiscono soprattutto le famiglie a reddito fisso, già in difficoltà di fronte a rincari che riguardano beni e servizi essenziali. L’associazione sottolinea come la forbice sociale continui ad allargarsi: da un lato l’inflazione cresce, dall’altro salari e pensioni restano fermi, alimentando fenomeni di povertà e indebitamento.
Il quadro locale rispecchia pienamente le stime dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori sugli effetti del conflitto sui prezzi dell’energia, dei trasporti e dei prodotti alimentari. Secondo le proiezioni, l’aggravio medio annuo per una famiglia italiana ammonta a 1.300,90 euro. L’associazione teme inoltre che l’attuale situazione rappresenti solo l’inizio: un protrarsi delle ostilità potrebbe generare ulteriori ripercussioni su fertilizzanti, plastiche, logistica, energia e trasporti, aggravando ulteriormente il peso economico sui cittadini.
Per Federconsumatori è quindi indispensabile intervenire con urgenza per arginare i fenomeni speculativi e contenere l’impatto dei rincari. L’associazione sollecita un taglio più consistente delle accise sui carburanti, una rimodulazione temporanea dell’Iva sui beni essenziali e l’introduzione di criteri che permettano di disaccoppiare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas. Chiede inoltre un bonus energia più robusto e accessibile a una platea più ampia, la creazione di un fondo contro la povertà energetica e alimentare, la riforma degli oneri di sistema spostandone parte sulla fiscalità generale, un rafforzamento dei controlli lungo le filiere per contrastare le speculazioni e una tassazione adeguata degli extraprofitti delle aziende energetiche, da destinare al finanziamento delle misure di sostegno.
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