È l'ultimo scalpellino della Valmarecchia: Rossano Galli, l'artista che scolpisce la pietra di Miratorio

Vive a Miratoio di Pennabilli e custodisce un'antica arte che rischia di scomparire senza il passaggio alle nuove generazioni

21 giugno 2026 06:07
È l'ultimo scalpellino della Valmarecchia: Rossano Galli, l'artista che scolpisce la pietra di Miratorio -
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Per molti anni è stato conosciuto sui campi da calcio della Valmarecchia come giocatore del Novafeltria. Oggi, a 61 anni, Rossano Galli continua a vivere a Miratoio dov'è nato, frazione di Pennabilli, mentre il figlio continua la tradizione sportiva vestendo proprio la maglia gialloblù. Ma oltre alla passione per il calcio, Galli custodisce un patrimonio ancora più raro: è infatti uno degli ultimi scalpellini della Valmarecchia.

"Ho iniziato fin da piccolo perché lavoravo con mio babbo. - racconta -A Miratoio le case sono quasi tutte costruite in pietra arenaria proveniente dalla cava che si trova dietro il paese, oggi dismessa. Mio padre e mio zio erano scalpellini: realizzavano angoli delle case, soglie di porte e finestre, camini e tante altre lavorazioni. Vedevo mio padre prendere un sasso e, colpo dopo colpo, trasformarlo nella forma che desiderava. Così ho imparato anch'io".

La passione per la scultura è nata più tardi? "Un giorno ho visto un video di una persona che scolpiva la pietra e realizzava delle figure. Mi sono detto: posso riuscirci anch'io. Così ho iniziato a creare le mie sculture".

Per le sue opere utilizza esclusivamente la pietra arenaria di Miratoio. Una pietra che ha contribuito a costruire non solo il borgo dell'alta Valmarecchia, ma anche numerosi edifici della Repubblica di San Marino. "Con la pietra di Miratoio è stata restaurata persino una facciata del Duomo di Urbino. La cava oggi è chiusa, ma qualche pietra si riesce ancora a trovare".

La scelta del materiale è fondamentale? "Quando ho in mente una scultura cerco la pietra adatta, ma a volte è la pietra stessa a suggerirmi il soggetto da realizzare. Bisogna conoscerla bene: scelgo quelle a grana fine e senza nodi".

Quali strumenti usi? "Uso le mani, due piccoli scalpelli, un martellino e un po' di carta vetrata. Serve soprattutto esperienza e manualità".

Quali sono i soggetti che preferisci realizzare? "Le facce, i volti mi piacciono molto ma anche animali, gufi. Ma qualsiasi figura è complessa da realizzare. Bisogna calcolare misure, profondità e proporzioni. Poi tutto va rifinito a mano con la carta vetrata. Per completare una scultura può servire anche più di una settimana".

Nonostante il valore delle sue opere, Rossano non riesce a separarsene: "Se dovessi farmi pagare per il tempo impiegato non avrebbero prezzo. Però non riesco a venderle. Mi affeziono troppo alle mie sculture e fino a oggi non ne ho venduta nessuna".

Il suo desiderio più grande è trasmettere questa tradizione alle nuove generazioni: "Vorrei far conoscere quest'arte e insegnarla ai giovani. Ormai gli scalpellini sono quasi scomparsi. In Valmarecchia credo che, oltre a me, ci siano soltanto un signore a Secchiano e uno a Carpegna. Mi piacerebbe coinvolgere le scuole e mostrare agli studenti questo mestiere. Ho già parlato con un'insegnante e spero che il progetto possa partire".

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