Salario minimo a 9 euro nei bandi, la Cisl boccia la mozione del Consiglio comunale di Santarcangelo

Il sindacato definisce la scelta “demagogica e giuridicamente discutibile” e avverte: “Rischio danni per i lavoratori e per le relazioni sindacali”

20 maggio 2026 15:09
Salario minimo a 9 euro nei bandi, la Cisl boccia la mozione del Consiglio comunale di Santarcangelo - Repertorio
Repertorio
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La Cisl Romagna boccia "senza appello" la mozione di indirizzo politico sul salario minimo approvata dal Consiglio Comunale di Santarcangelo ieri sera (20 maggio).

Il documento, che punta a impegnare il Comune a sottoscrivere appalti che prevedano una soglia minima di almeno 9 euro l'ora come vincolo nei bandi di gara pubblici, viene liquidato dal sindacato come "una scelta demagogica, ideologica e giuridicamente discutibile, che rischia di danneggiare gli stessi lavoratori e che giunge totalmente  inaspettata visto quanto era già stato condiviso negli ultimi mesi”.

Il sindacato parla di "una fuga in avanti inaspettata arrivata proprio il giorno prima di un incontro in sede tecnica per il proseguo della trattativa e che, di fatto, pregiudica le relazioni sindacali sul territorio".

L'accusa è di aver preso "una decisione decisione unilaterale" che "mette a rischio pesantemente la firma del protocollo d'intesa sulle relazioni sindacali e sugli appalti, un accordo su cui stavamo discutendo da tempo con l'Amministrazione e che era ormai quasi in dirittura d'arrivo e che vedeva una linea ampiamente condivisa dalle Parti: l’individuazione congiunta dei Ccnl applicabili negli appalti di lavoro e servizi quale strumento di garanzia di adeguate tutele economiche e normative promuovendo quindi condizioni di lavoro dignitose e sicure, qualità delle prestazioni, legalità e responsabilità sociale sulla scia del Protocollo già firmato con il Comune di Rimini. Il salario dignitoso si difenda unicamente rafforzando il ruolo tutelante dei Contratti Collettivi Nazionali siglati dalle sigle comparativamente più  rappresentative”.

"Fissare la cifra minima 9 euro nei bandi rischia paradossalmente di favorire il dumping e livellare i salari verso il basso - prosegue il sindacato - e i contratti nazionali non contengono solo una tariffa oraria, ma un pacchetto globale e insostituibile di diritti: scatti di anzianità, tutele sulla sicurezza, welfare e maggiorazioni che nessuna delibera comunale può replicare. Il lavoro povero e i contratti 'pirata' si combattono applicando in modo rigoroso gli accordi tra le parti e le leggi dello Stato".

La Cisl Romagna auspica quindi che l’amministrazione "rifletta ulteriormente sull’opportunità di perseguire questa direzione, che mina le relazioni e la possibilità di definire un protocollo sul quale si erano già trovati importanti punti di convergenza innovativi rispetto alla tutela ,alla sicurezza di lavoratori e lavoratrici, della qualità del lavoro e di forte contrasto alla concorrenza sleale tra le aziende".

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