"Salvaguardia del turismo? Lavoratori pagano costi sociali": Cgil boccia ordinanza anti rumore di Riccione

Il sindacato lamenta un mancato confronto con l'amministrazione comunale

16 giugno 2026 16:03
"Salvaguardia del turismo? Lavoratori pagano costi sociali": Cgil boccia ordinanza anti rumore di Riccione - Repertorio
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L'ordinanza "anti rumore" firmata dalla sindaca di Riccione fa ancora discutere. È la Cgil a criticare parlando di metodo decisionale che esclude le parti sociali dall'interlocuzione e a chiedere all'amministrazione comunale un incontro urgente. Duro l'attacco di Andrea Pracucci e Francesca Lilla Parco della Fillea Cgil e della Cgil Rimini: "Per salvaguardare il turismo, il Comune scarica i costi sociali sui lavoratori edili".

"Su temi che stagionalmente impattano sull’edilizia e la sua pianificazione - attaccano i sindacalisti - il Comune ha messo in campo una legittima azione discrezionale e lo ha fatto, a quanto risulta, in assenza di un coordinamento che veda questa iniziativa calata in un sistema territoriale; del resto il diritto dei turisti al riposo insisterebbe in tutte le località, quanto meno sulla costa. Proprio per questa ragione, tanto più in vigenza del Patto per il Lavoro e il Clima e per quel principio di sussidiarietà orizzontale inserito nella Costituzione, sarebbe stato auspicabile un confronto preventivo con le parti sociali.

L'ordinanza anti rumore avrà un costo sociale: "Perché in presenza di tali costi, dato che le giornate perse dagli operai non saranno integralmente ristorate da Inps e Casse Edili, si è deciso senza un percorso condiviso?".

I sindacalisti ribadiscono: "Non è in discussione il valore del turismo, ma vorremmo che non si mettesse in discussione quello del lavoro, anche quello di chi è occupato nei cantieri".

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