San Leo, apre il nuovo bar bottega: "Resti di un territorio che si spopola? No, punto di ripartenza"

L’occasione dell'inaugurazione è stata festeggiata poi con 230 persone sedute alla stessa tavola per il Convivio d'Appennino

07 agosto 2026 12:32
San Leo, apre il nuovo bar bottega: "Resti di un territorio che si spopola? No, punto di ripartenza" -
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Domenica in piazza Dante Alighieri a San Leo è stato inaugurato il nuovo Bar Bottega della cooperativa di comunità Fer-menti Leontine, alla presenza del sindaco di San Leo, Leonardo Bindi, del parroco don Giuliano Boschetti e del presidente di Riviera Banca, Fausto Caldari. L’occasione è stata festeggiata poi con 230 persone sedute alla stessa tavola per il Convivio d'Appennino, che celebra il settimo compleanno della cooperativa di comunità. Per tutta la giornata la piazza si è riempita di giochi e storie per grandi e piccini, talk, trekking, yoga: un paese attraversato e vissuto da giovani, famiglie, abitanti e persone arrivate da fuori.

L'evento promosso ogni anno a San Leo, nel 2026 ha celebrato in particolare i luoghi e gli spazi che diventano presìdi di comunità, quelli su cui la cooperativa ha lavorato negli ultimi anni: il forno, la bottega, la Torre civica e ora il bar, un nuovo spazio nel cuore del paese voluto da una comunità che si è unita anche per partecipare ai lavori di ristrutturazione e di trasloco della vecchia bottega di via Montefeltro.

È un'idea che vale la pena tenere, in un paese dell'Appennino: ciò che sembra marginale, sottoutilizzato, contiene spesso il seme di quello che può rigenerarsi. Un bar, una torre, una bottega, un forno non sono "resti" di un territorio che si spopola. Sono il punto da cui ricominciare.

Sono questi i punti di riflessione emersi dal talk "Cantieri culturali. Luoghi e spazi ibridi come presìdi di comunità", che ha visto Leonardo Delmonte (Lo Stato dei Luoghi) in dialogo con tante realtà e giovani del territorio. Un bar non è un presidio di comunità per definizione: lo diventa se, oltre al consumo, permette di stare, proporre, riconoscersi, decidere insieme, e se questo lavoro non ricade sempre sulle stesse persone. Non conta quante cose si fanno in uno spazio, ma la qualità delle relazioni che riesce a tenere insieme, e se il valore che produce resta nel luogo o viene catturato altrove.

Il successo più grande della giornata sono le persone che l'hanno resa possibile. Chi ha dedicato tempo ed energia ha mostrato una comunità capace di vivere il proprio paese attivamente: non rassegnandosi ma abitando consapevolmente il proprio territorio e contribuendo a tenerlo vivo. Grazie in particolare alla collaborazione del Comune di San Leo, San Leo 2000, RivieraBanca e Fondazione Peppino Vismara per il supporto e l'organizzazione.

“Il futuro delle aree interne nasce quando una comunità smette di aspettare qualcuno e decide di costruirlo insieme. In questi anni di cooperativa ci siamo resi conto che una comunità non cresce perché ha tanti luoghi, ma perché ci sono persone che scelgono ogni giorno di renderli vivi” sottolinea Marco Angeloni, presidente di Fer-menti Leontine.

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