San Marino, calciatori contro la dirigenza: "Situazione insostenibile e inaccettabile"
Dagli stipendi all'assenza di alcune figure professionali, l'attacco dei giocatori in una lettera pubblicata dall'assocalciatori
In mattinata l'Assocalciatori, sul proprio sito, ha pubblicato una lettera inviata dai giocatori del San Marino Calcio. "Il gruppo squadra non è più disposto a tollerare il silenzio e gli inadempimenti da parte della società, che da mesi rendono praticamente impossibile svolgere l’attività sportiva in condizioni di dignità lavorativa. La situazione ha ormai superato ogni limite accettabile", esordisce la lettera. In essa i calciatori riferiscono di: tre pranzi in trasferta non forniti (per le gare sui campi di Sammaurese, Maceratese, Notaresco), una trasferta senza pullman societario (la società diede giustificazione parlando di un disguido avvenuto con l'agenzia di noleggio dei mezzi), passando poi per l'assenza "di figure professionali fondamentali: preparatore dei portieri, preparatore atletico e team manager". Si è aggiunta poi l'assenza, da marzo, "del magazziniere e le conseguenti carenze di materiale tecnico, con allenamenti svolti con indumenti non idonei e appena 10 palloni con difficoltà anche nelle gare ufficiali".
Poi c’è il nodo stipendi. I calciatori dichiarano di aver ricevuto soltanto quattro mensilità, da settembre a dicembre, e nulla per i mesi successivi. Sul punto la società ha sempre ribadito di essere in regola con gli adempimenti federali previsti. In base al quadro regolamentare federale, eventuali pagamenti effettuati entro le scadenze previste non comporterebbero penalizzazioni sportive. Per le mensilità maturate da settembre a dicembre, i termini risultano generalmente fissati al 31 gennaio, mentre quelle successive devono essere regolarizzate ai fini della domanda di iscrizione al campionato seguente, entro i termini stabiliti dalla procedura federale.
Dalla società filtra comunque la volontà di non replicare ai giocatori, che nella lettera evidenziano: "Questa non è più una situazione sostenibile né accettabile. Si tratta di una mancanza di rispetto grave verso i calciatori, quel che rimane dello staff e la professionalità di tutti i tesserati. Nonostante tutto, la squadra continua a scendere in campo con serietà, lottando fortemente per la salvezza, sopperendo a mancanze che non dovrebbero mai ricadere sui calciatori in qualsiasi realtà sportiva che voglia definirsi tale. Ma questo non può e non deve più accadere. Il silenzio è finito".
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