Sanità, ambiente, trasporti e lavoro: cosa prevede l’accordo Emilia-Romagna–San Marino

Parma e Petitti: “Cooperazione per un’azione pubblica più efficace”

A cura di Riccardo Giannini Redazione
17 febbraio 2026 17:11
Sanità, ambiente, trasporti e lavoro: cosa prevede l’accordo Emilia-Romagna–San Marino - San Marino
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Dopo la sottoscrizione dell’accordo firmato ieri (lunedì 16 febbraio) tra il Pd e il Psd, oggi (martedì 17 febbraio) l’assemblea legislativa della Emilia-Romagna ha approvato all’unanimità la ratifica dell’Accordo di collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e San Marino, sottoscritto a fine gennaio dal Presidente della Regione Emilia-Romagna e dal segretario di Stato per gli Affari Esteri di San Marino.

“L’accordo prevede sostegno alle attività economiche e alle imprese, la collaborazione nei settori sanitario e socio-sanitario, nella tutela dell’ambiente e dell’agricoltura, nella gestione dei servizi idrici e dei rifiuti, nei trasporti e nelle infrastrutture, nella Protezione civile, nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica – dichiarano le consigliere regionali Alice Parma e Emma Petitti (PD) -. L’accordo ha come obiettivo quello di favorire la cooperazione istituzionale, di integrare servizi e politiche, nonché di rafforzare la capacità di risposta dei territori, per rendere l’azione pubblica sempre più efficace e coordinata a beneficio di cittadine, cittadini e imprese”.

Particolare attenzione è rivolta allo sviluppo di iniziative comuni nell’ambito dei programmi dell’Unione europea, alla partecipazione congiunta a progetti di cooperazione territoriale e al rafforzamento delle basi conoscitive a supporto della pianificazione, della gestione e del monitoraggio del territorio, anche attraverso la condivisione di dati, strumenti tecnologici e competenze. Non manca uno sguardo rivolto alle tematiche relative alle politiche attive e passive del lavoro, con particolare riferimento ai lavoratori frontalieri.

L’accordo prevede inoltre l’attivazione di protocolli attuativi settoriali, la costituzione di tavoli tecnici congiunti e l’istituzione di una Commissione mista incaricata di monitorarne l’attuazione e di proporre eventuali aggiornamenti. L’intesa ha durata quinquennale e attraverso la medesima si intende garantire continuità, efficacia e concretezza alle azioni di cooperazione.

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