Sanità, Rimini vuole vederci chiaro sulla riforma: “Ora servono punti fermi”
Il confronto tra i professionisti dell'Infermi e l'assessore regionale Fabi. Le considerazioni dell'assessore Gianfreda
Ieri (5 ottobre) visita dell'assessore regionale Fabi all'ospedale Infermi di Rimini. Era presente l'assessore del Comune Kristian Gianfreda, che si dice colpito dal comportamento del personale sanitario: due ore di confronto senza esprimere lamentele, ma "dando prova ancora una volta di quello che li muove ogni giorno, in corsia o in ambulatorio: la voglia di dare un contributo per continuare a rafforzare un presidio ospedaliero e più in generale un modello sanitario che pur nelle complessità resta un esempio virtuoso di cui essere orgogliosi. Una voglia di fare, uno spirito propositivo, che caratterizza i nostri professionisti, che rappresentano una risorsa che va tutelata e valorizzata".
Per Gianfreda, l'incontro con l'assessore è servito "per fare chiarezza e porre punti fermi su alcuni temi, a partire dalla riorganizzazione della rete onco-ematologica romagnola. Il Presidente in primis ha preso l’impegno di tornare a Rimini per affrontare in maniera approfondita alcuni aspetti della riforma che già abbiamo sollevato nell’ultima seduta della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, coinvolgendo quindi il territorio in un percorso decisivo per il potenziamento dell’offerta di servizi sanitari e dell’attività di ricerca. Credo sia indispensabile in questa fase mantenere un canale informativo costante con i professionisti sanitari, per traghettare al meglio una riorganizzazione di tale portata".
"Rispetto alla salute territoriale, il distretto sanitario, l’Azienda, l’Amministrazione sta portando avanti un lavoro importante per supportare la rete ospedaliera e gli operatori alla luce delle preoccupazioni dettate da cambiamenti sociali in corso, con un costante invecchiamento della popolazione e l’aumento delle persone affette da malattie croniche, solo a titolo di esempio. Nuovi bisogni che richiedono un nuovo modello di assistenza e cura sempre più integrato, possibile solo con il supporto dell'Università e della Regione, con cui la collaborazione non è mai mancata”, chiosa Gianfreda.
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