Santa Giustina, dubbi sulla nuova circonvallazione: "Non risolve problemi del traffico durante eventi fieristici"
La posizione critica del comitato Osservatorio per l'ampliamento della fiera di Rimini
L'8 giugno apre il cantiere della nuova circonvallazione di Santa Giustina, un'opera pubblica attesa anche dal comitato Osservatorio per l'ampliamento della fiera di Rimini. Il comitato effettua però una precisione: "È fuorviante - scrive il direttivo in una nota - sostenere che tale opera possa costituire la soluzione strutturale ai problemi di congestione generati dal polo fieristico".
Per il comitato, "il nodo critico della rete viaria resta infatti il sistema di smaltimento del traffico verso San Martino in Riparotta e gli assi diretti al centro cittadino e alla costa. In presenza di un collo di bottiglia a valle, l’aumento della capacità stradale a monte produce benefici molto limitati: il traffico non scompare, semplicemente si accumula nel punto in cui la rete torna a restringersi. È un principio consolidato nella pianificazione della mobilità e nell’ingegneria dei trasporti".
Il comitato teme che lo snodo della nuova circonvallazione, in prossimità dell'area del cimitero di Santa Giustina, possa diventare, proprio in occasione degli eventi fieristici, un ulteriore punto di congestione del traffico.
"L’opera sarà quindi utile sotto il profilo locale e urbano, ma non risolutiva rispetto ai flussi generati dalle grandi manifestazioni fieristiche, che continuano a gravare prevalentemente sugli stessi assi di collegamento verso Rimini e la marina", evidenzia il comitato, che aggiunge: "Proprio questa infrastruttura conferma quanto evidenziato nelle osservazioni critiche presentate in relazione all’ampliamento ovest del polo fieristico: non è possibile valutare un incremento così rilevante dei carichi urbanistici senza affrontare in maniera organica e credibile il tema della sostenibilità viabilistica complessiva".
Il comitato invita, su questi temi, ad assumere "maggiore rigore tecnico e maggiore trasparenza istituzionale, evitando di presentare come risolutivi interventi che, pur utili e attesi, non eliminano il vero nodo infrastrutturale del territorio".
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