Sant'Agata Feltria, la prima domenica del tartufo fa subito il boom con migliaia di visitatori

Borgo preso d’assalto fin dal mattino per l’apertura della manifestazione: 162 stand da tutta Italia e otto dedicati al Tartufo Bianco Pregiato

04 ottobre 2026 18:36
Sant'Agata Feltria, la prima domenica del tartufo fa subito il boom con migliaia di visitatori -
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Una giornata baciata dal sole e un borgo invaso fin dalle prime ore del mattino da una folla festosa di migliaia di visitatori. Si è aperta così oggi, domenica 4 ottobre, la 42ª Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Sant’Agata Feltria.

Un tranquillo serpentone di auto ha risalito la Marecchiese fin dal mattino, complice anche la concomitanza con l'ultima domenica della Sagra della polenta e dei frutti del sottobosco della vicina Perticara. Presi d'assalto i 162 stand presenti nel borgo, arrivati da ogni parte d'Italia (dalla Valcamonica alla Sardegna, fino al Trentino), confermando il grande richiamo nazionale e internazionale della manifestazione.

Il protagonista indiscusso è naturalmente il Tartufo Bianco Pregiato: Sant'Agata Feltria e l'Alta Valmarecchia rappresentano infatti una delle zone a più alta vocazione d'Italia per la nascita e la crescita spontanea di questo prezioso tubero. In Fiera, il "Re della tavola" si può ammirare, profumare e acquistare in ben 8 stand interamente dedicati, curati dai cavatori e commercianti locali.

La cerimonia d'inaugurazione e gli interventi

Alle ore 11:30 si è tenuta la cerimonia d'inaugurazione in piazza Garibaldi, preceduta dall'applauditissima esibizione della marching band.

L'apertura è stata introdotta da Marco Davide Cangini, colonna della Pro Loco ed esperto di funghi e tartufi: “La Fiera Nazionale come la possiamo gustare oggi è un evento che festeggia le 42 edizioni grazie a tutti coloro che hanno contribuito a renderla così, e anche alle fortunate collaborazioni come quella con Orogel. Il tartufo non è soltanto un re della tavola e un'opportunità economica per Sant'Agata e tutta l'Alta Valmarecchia, ma è un indicatore della salubrità ambientale”. Cangini ha poi chiuso il suo intervento con un accorato appello al futuro e alla pace, citando lo striscione preparato da un gruppo di bambini romani: “Stare insieme serenamente”.

Successivamente è intervenuto Goffredo Polidori, sindaco di Sant’Agata Feltria: “Quarantadue edizioni significano molto: significano una comunità che, stagione dopo stagione, ha saputo custodire un patrimonio e trasformarlo in un'opportunità di crescita, ma senza mai perdere la propria identità. A questo proposito mi preme ringraziare e applaudire l'associazione Pro Loco per l'impegno, la generosità e la costanza nell'organizzazione di una manifestazione che nel tempo ha assunto un grande valore economico, culturale e turistico. Questa Fiera non è soltanto un appuntamento gastronomico: è il racconto di un territorio. Il protagonista è certamente il tartufo bianco pregiato, ma il tartufo ci insegna qualcosa di importante: cresce dove l'equilibrio della natura viene rispettato. Viviamo in un tempo in cui la tutela del territorio non può essere considerata un argomento per specialisti: è una responsabilità collettiva. Il nostro Appennino non ha bisogno di essere trasformato, ha bisogno di essere ascoltato. Questa Fiera rappresenta una grande opportunità economica, ma il nostro obiettivo non è semplicemente aumentare il numero delle presenze. Chi arriva a Sant’Agata Feltria deve portare a casa un'emozione: il ricordo di un incontro, il profumo del bosco, il sapore autentico della nostra cucina, la bellezza di un borgo che non rincorre le mode ma continua ad essere se stesso. Perché il turismo che immaginiamo è un turismo sostenibile, rispettoso, capace di creare valore senza consumare il territorio”.

A seguire, Stefano Lidoni, presidente della Pro Loco, l’associazione che organizza la Fiera, ha ripercorso la storia recente e il ruolo sociale dell'ente: “Sono trascorsi 26 anni da quando l'Amministrazione Comunale ha coinvolto la Pro Loco nella gestione della Fiera, al fine di poter ridistribuire gli introiti nell'organizzazione di altri eventi. E così è stato fatto: lo testimoniano il museo permanente Rocca delle Fiabe, un unicum europeo; l'Ecomuseo del Tartufo, aperto nel 2021; le manifestazioni estive; le donazioni annuali a favore di scuola, enti religiosi e casa di riposo; la creazione della biblioteca comunale; gli investimenti per le coreografie della Fiera del Tartufo e del Paese del Natale; e i centri di interpretazione del paesaggio Cip Minor e Cip Maior. Tutto questo grazie al lavoro del direttivo e dei collaboratori che ogni anno contribuiscono con oltre 7.000 ore di volontariato alla realizzazione di eventi e manifestazioni, permettendo anche il lavoro di quattro dipendenti”.

Fabrizio Schiavoni, segretario generale della Camera di Commercio della Romagna: “Una profondità temporale come quella che festeggia la Fiera del Tartufo Bianco Pregiato non si improvvisa: è il frutto prezioso di uno sviluppo costante e di un forte radicamento al territorio”.

Le autorità presenti

Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte numerose autorità civili, militari e del mondo associativo e turistico. Tra gli altri: l’assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna Roberta Frisoni, la consigliera regionale Alice Parma, la direttrice di Visit Romagna Chiara Astolfi, il senatore Marco Croatti, in rappresentanza della Provincia di Rimini Manuela Guaitoli, la soprintendente Federica Gonzato, rappresentanti della Prefettura di Rimini, il presidente UNPLI Emilia-Romagna Maximiliano Falerni, Bruno Piraccini, patron di Orogel, il comandante della Polizia di Stato di Novafeltria, ispettore Thomas Santolini, unitamente ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

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