Santarcangelo, 60 anni di messe per il parroco di San Michele: è festa per don Giancarlo

La prima messa celebrata nella chiesa di Bordonchio nel 1966

09 aprile 2026 12:52
Santarcangelo, 60 anni di messe per il parroco di San Michele: è festa per don Giancarlo - Don Giancarlo Moretti
Don Giancarlo Moretti
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Era il 28 giugno 1966 quando don Giancarlo Moretti, sacerdote riminese classe 1939, celebrava messa per la prima volta, nella chiesa di Bordonchio a Bellaria.

Sono trascorsi 60 anni da quella data così significativa e domenica 12 aprile don Giancarlo festeggia con parenti, amici e collaboratori, a Palazzo Marcosanti di Poggio Torriana, a due passi dalla chiesa dove è parroco da ben 38 anni, la chiesa di Sant’Agata a San Michele di Santarcangelo.

Festeggiamenti anticipati per permettere alla famiglia di partecipare, dato che la maggior parte dei parenti lavora al mare e non potrebbe essere presente nella ricorrenza precisa del sessantesimo.

«Ma non voglio un omaggio alla mia persona – afferma don Giancarlo –. Mi interessa capire quali linee guida, quali segni erano emersi nelle varie comunità in cui sono stato parroco in questi anni». L’elenco dei luoghi inizia a Bellaria e continua a San Mauro Pascoli, Sacramora, Casinina e infine San Michele di Santarcangelo.

«Ho chiesto a ciascuna di queste parrocchie che mi mandino un breve testo che poi raccoglierò in una piccola pubblicazione che presenteremo in occasione della festa nella mia parrocchia, domenica 28 giugno, nella ricorrenza esatta del sessantesimo», continua don Moretti, spiegando che nei testi già ricevuti emergano «le attese di una maggiore profondità culturale e di una maggiore intelligibilità del messaggio cristiano, insieme alla ricerca di reciprocità e prossimità».

Non solo. «Quando andai in seminario – prosegue don Giancarlo – mio babbo mi disse che dovevo stare sempre al di qua della balaustra, dalla parte del laicato». Un impegno che il sacerdote non ha mai dimenticato.

Un’ultima sollecitazione arriva oggi dai collaboratori dell’équipe parrocchiale che chiede a don Moretti di parlare della particolare vetrata della chiesa di Sant’Agata. «La vetrata è opera dell’artista Marek Trisuljak che con cristalli di Boemia, sua patria di origine, ha riprodotto le varie fasi della mia scelta vocazionale».

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