Santarcangelo, consigliere Wild: "Sicurezza non è solo intervento delle forze dell'ordine, è tema più sfaccettato"
Il consigliere di PenSa - Una mano per Santarcangelo ha presentato un'interrogazione in consiglio comunale sul servizio di Educativa di strada
Nel corso del consiglio comunale di lunedì 16 febbraio, il consigliere Patrick Wild ha presentato per la lista civica PenSa-Una Mano per Santarcangelo un’interrogazione relativa al servizio di Educativa di strada.
Nelle premesse della sua interrogazione, il consigliere Wild ha ricordato come la sicurezza, da mesi al centro del dibattito pubblico locale, non sia un concetto limitato all’attività delle forze dell’ordine, ma un tema da affrontare a 360 gradi attraverso il contrasto ai fenomeni di diseguaglianza, solitudine e degrado, all’interno della scuola, nei luoghi di socializzazione e potenziando i servizi pubblici.
Accanto agli importanti investimenti in ambito di politiche giovanili e di welfare, come la trasformazione dell’ex scuola del Bornaccino nel nuovo Centro giovani Labo380 e la creazione dello skate park al parco Francolini, l’Amministrazione comunale ha dato continuità a servizi come l’Educativa di strada, pensato per entrare in contatto con ragazzi e ragazze nei loro luoghi di vita e aggregazione con l’obiettivo di svolgere attività di supporto, accompagnamento e stimolo alla cittadinanza attiva anche attraverso laboratori ed eventi.
Vista l’importanza di conoscere i risultati del servizio svolto dall’Educativa di strada, il consigliere Wild ha quindi interrogato la Giunta per conoscere come sia strutturato il servizio – in termini di risorse umane impiegate, competenze, orari e attività svolte, raccordo con altri servizi e progettualità presenti sul territorio – e quali siano i risultati ottenuti dall’Educativa di strada in relazione ad esempio alla mappatura e all’aggancio di gruppi informali.
Dopo aver riepilogato la natura del servizio, l’assessore ai Servizi sociali Filippo Borghesi ha spiegato che la mappatura dei gruppi informali di giovani si svolge nei mesi di settembre e ottobre per poi essere costantemente aggiornata. L’Educativa di strada è finanziata con circa 26.000 euro dai Piani di zona, ai quali il Comune di Santarcangelo aggiunge circa 4.000 euro.
Il servizio è organizzato in due turni settimanali solitamente in orario pomeridiano, ma sono in corso di valutazione anche uscite serali e durante le vacanze scolastiche prolungate. Attualmente il servizio è gestito dalla cooperativa Millepiedi con due educatrici che lavorano in equipe e la supervisione della cooperativa Open Group di Bologna, particolarmente esperta sul tema. Nel 2025, il gruppo di lavoro ha svolto circa 700 ore a Santarcangelo agganciando 52 adolescenti.
Se lo skate park è il luogo maggiormente frequentato da ragazzi di 10-12 anni, al Campo della fiera e allo Sferisterio si assiste a una frequentazione mista (16-20 anni e 13-14 anni), mentre altri parchi sono frequentati sporadicamente da gruppi di 15-18enni. In via Ruggeri, in zona Fornace e sotto il porticato del Municipio la presenza di pre-adolescenti è monitorata in collaborazione con i Servizi sociali e la Polizia locale, così come avviene per il gruppo di ragazzi recentemente individuato che si muove in monopattino all’interno del centro cittadino.
L’Educativa di strada, in ogni caso, non è isolata ma agisce in collaborazione con altri servizi. Lo ha sottolineato l’assessora alle Politiche giovanili, Angela Garattoni, spiegando che lo stesso Centro giovani Labo380 può diventare un luogo riconoscibile a cui arrivare anche con accompagnamenti graduali costruiti con gli educatori.
Un lavoro di ricostruzione delle relazioni oggi ancora più necessaria a seguito della grave frattura prodotta dal Covid e di fronte al riemergere, in alcune aggregazioni giovanili, di modelli culturali semplificati e talvolta machisti – dinamiche di gruppo, logiche di “gang”, linguaggi aggressivi – che trovano terreno fertile proprio dove mancano alternative educative credibili.
L’Amministrazione comunale vede l’Educativa di strada e il Centro giovani come strumenti complementari – ha detto ancora l’assessora Garattoni – nell’ambito di un ecosistema educativo territoriale in grado di offrire spazi di aggregazione stabili e aperti, nella cornice di in una rete più ampia con scuola, famiglie e associazioni senza la quale nessun presidio di servizio può produrre da solo inclusione duratura.
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