Santarcangelo ricorda Rino Molari: "La memoria è un argine contro gli orrori della storia"

Il sindaco Sacchetti richiama i valori della Resistenza

19 luglio 2026 12:44
Santarcangelo ricorda Rino Molari: "La memoria è un argine contro gli orrori della storia" -
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Questa mattina (domenica 19 luglio) si sono svolte le celebrazioni istituzionali di Santarcangelo per l'82° anniversario dell'eccidio di Fossoli, dedicate in particolare al santarcangiolese Rino Molari. Alla commemorazione era presente anche Pier Gabriele Molari, figlio di Rino. Di seguito il discorso del sindaco Filippo Sacchetti.

Le parole del sindaco clementino

Buongiorno a tutte e a tutti,  oggi ci ritroviamo qui alla Pieve, come ogni anno, per ricordare insieme Rino Molari e le altre 66 vittime dell’eccidio di Fossoli, fucilate dai nazifascisti il 12 luglio 1944 nel campo di concentramento di Carpi.

Questa frase che ho appena letto è stata scritta da una di loro, Odoardo Focherini, ed è parte di una conversazione con il cognato Bruno Marchesi nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna, dove era stato rinchiuso per aver organizzato la fuga di un medico ebreo proprio da Fossoli con la scusa di un’operazione urgente. Salvo poi trovarsi internato a sua volta nello stesso campo e morire in quello di Hesbruck in cui era stato deportato. Azioni per cui venne nominato “Giusto tra le Nazioni” e poi beato da Papa Benedetto XVI.

Domenica scorsa il consigliere Patrick Wild, che ringrazio, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Santarcangelo ha partecipato insieme a una delegazione dell’ANPI alla commemorazione che si è svolta proprio nel luogo della terribile strage.

Lì dove negli anni scorsi sono intervenuti fra gli altri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, l’allora presidente del Parlamento europeo, il compianto David Sassoli, e la presidente della Commissione Europea Frans Timmermans.

Lo ricordo perché questi segnali di attenzione da parte dell’Unione europea dovrebbero farci riflettere su quanta storia abbiano in comune i Paesi europei e su quanto sia importante tenerla sempre a mente, avere la consapevolezza degli errori e degli orrori del passato.

Ancor più oggi che il nostro Vecchio Continente e il mondo continuano a essere insanguinati da guerre e genocidi e c’è bisogno di un’Europa unita e forte per contrastare i potenti scellerati che stanno minando gli equilibri mondiali per sete di potere e interessi economici.

L’ignoranza della storia, o peggio ancora il tentativo di banalizzare certi terribili episodi, così come alcuni rigurgiti del presente sono molto pericolosi ed è per questo che è importante essere qui oggi, continuare a tenere viva la memoria celebrando il ricordo di chi ha dato la vita per non piegarsi alla dittatura e cercare di costruire il Paese democratico in cui viviamo.

Fra le vittime trucidate al poligono di tiro di Cibeno, poi seppellite in una fossa comune, c’erano antifascisti e resistenti provenienti da 27 province italiane. C’erano le diverse anime della nostra Resistenza, uccise dalle SS tedesche per dare un segnale intimidatorio.

Ma nessun responsabile è mai stato chiamato a risponderne in un Tribunale.

Per questo voglio ringraziare in questa occasione anche la Fondazione Fossoli, che si occupa di preservare la memoria storica del campo di concentramento e delle sue vittime, dopo che per decenni erano stati completamente rimossi dal ricordo collettivo.

Eppure dal campo erano transitati più di 2800 ebrei, diretti ad Auschwitz e in altri campi di concentramento e fra loro c’era anche Primo Levi, che nel suo celebre “Se questo è un uomo” racconta proprio del suo arrivo a Fossoli del gennaio 1944, prima di essere a sua volta deportato ad Auschwitz il 22 febbraio 1945.

Si deve al Comune di Carpi, che nel 1984 acquisì la proprietà del campo di concentramento, la scintilla che ha cancellato l’oblio e fatto recuperare le tante storie individuali che tutte insieme fanno la Storia.

Questo non è accaduto per fortuna per il nostro Rino Molari, il cui ricordo è sempre stato tenuto vivo dalla nostra comunità, dall’Anpi, dagli amministratori locali che ci hanno preceduto e hanno costituito un Comitato che porta il suo nome, contribuendo con eventi e iniziative a riconoscergli il giusto valore.

A lui è intitolata una scuola della nostra città e la sua famiglia, che ringrazio, ha sempre lottato perché il ricordo sia presente e soprattutto riportato in maniera corretta.

Sta a noi raccogliere questo testimone, portare avanti l’opera di chi è venuto prima e lottare perché Rino Molari non sia solo il nome di una scuola, una strada o una piazza, ma continuo a essere un riferimento per le battaglie di cui ha tanto bisogno l’odierna società e un monito perché certi orrori restino solo sui libri di storia.

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