Scelta del commissario, a San Giovanni in Marignano nasce una delle scuole più grandi del Riminese
Nicola Gabellini, assessore marignanese, commenta la scelta del commissario di accorpare la scuola di Mondaino a quella di San Giovanni
A seguito della nomina del commissario da parte del Governo, è stata disposta la soppressione dell’Istituto Comprensivo di Mondaino e il suo conseguente accorpamento all’Istituto Comprensivo di San Giovanni in Marignano. Il nuovo Istituto Comprensivo si troverà così a gestire oltre 1.164 studentesse e studenti, frutto dell’unione dei circa 334 alunni della scuola di Mondaino con gli 830 di San Giovanni in Marignano.
"Si tratta di numeri - evidenzia l'assessore marignanese Nicola Gabellini - che collocano il nostro istituto tra le realtà scolastiche più grandi della provincia di Rimini".
"Prendiamo atto della decisione assunta dal commissario di Governo e, come già rappresentato agli uffici competenti, vigileremo affinché questo passaggio avvenga nel miglior modo possibile per tutti gli studenti coinvolti e affinché, come ci è stato assicurato, tale scelta non comporti tagli di sedi, di sezioni o di organico", premette Gabellini che esprime però il forte disappunto di tutta l'amministrazione per una decisione definita "difficilmente comprensibile".
"Il processo di dimensionamento scolastico, avviato da diversi governi con l’obiettivo di aumentare il numero medio di studenti per istituto comprensivo, ha portato l’attuale esecutivo a fissare in 938 studenti il parametro di riferimento nazionale. Alla luce di ciò, non si comprende perché si sia intervenuti proprio in Emilia-Romagna, una regione che presenta già un parametro superiore a tale soglia, pari a 994 studenti per istituto", argomenta l'assessore.
L'amministrazione continuerà a lavorare "per mantener la qualità del servizio didattico ed educativo, nell’interesse primario delle studentesse e degli studenti anche della Valconca. Vigileremo affinché tale decisione non si trasformi, nonostante le rassicurazioni ricevute, in future riduzioni del personale".
Gabellini chiosa, esprimendo preoccupazione per possibili, futuri tagli di organico scolastico: "Il numero di insegnanti fa la differenza: senza compresenze, lavoro per gruppi, laboratori e sostituzioni tempestive, si continua a chiedere uno sforzo sempre maggiore al personale scolastico senza fornire risorse adeguate. Una situazione che diventa ancora più grave se si considera l’aumento delle studentesse e degli studenti con disabilità, con bisogni educativi speciali e con modalità di apprendimento profondamente cambiate rispetto al passato. Occorre lavorare non per i tagli, ma per una scuola che torni a occuparsi della formazione integrale delle persone, come è stato possibile fare in passato. È arrivato il momento di tornare a parlare di scuola vera, di educazione e di futuro.
Non solo di numeri, parametri e tagli".
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