Sciopero spiagge, per Codacons e Biagini "Un flop"
Sciopero spiagge, mentre a Rimini è andata in scena una mobilitazione diversa, è tempo di bilanci. Codacons e Biagini (Mare libero) bocciano
Ieri (venerdì 9 agosto) è andata in scena la serrata delle spiagge su tutte le coste italiane, con gli ombrelloni chiusi dalle 7.30 alle 9.30. A Rimini si è optato per una mobilitazione diversa, un coinvolgimento dei turisti con un brindisi di “sensibilizzazione” intorno a mezzogiorno.
Sib-Confcommercio e Fiba Confesercenti, sindacati promotori della protesta, hanno espresso soddisfazione per la riuscita dello sciopero, per il Codacons è stato invece un fallimento.
“Il numero dei lidi che hanno chiuso nelle due ore di sciopero è inferiore alle aspettative e la protesta non ha raggiunto i risultati sperati. – spiega il Codacons – Al di là delle istanze della categoria, che chiede giustamente certezze sul proprio futuro, proclamare scioperi nel bel mezzo della stagione estiva si conferma una scelta sbagliata, bocciata sia dai consumatori sia dagli stessi gestori”.
Il riminese Roberto Biagini, presidente dell’associazione Mare Libero, intervistato dalla Stampa, sottolinea la mancanza di compattezza della categoria e ribadisce: “Lo sciopero è strumento che ha fini nobili, organizzato per difendere e rivendicare diritti. In questo caso è stato banalizzato da una lobby per difendere privilegi e rendite di posizione esercitate in regime di monopolio”.
Biagini ha rilanciato anche il suo appello ai bagnanti a fruire della battigia delle spiagge liberamente, con la scadenza delle concessioni balneari, stendendo teli e asciugamani. “Si può essere respinti solo se si è di impedimento alla libera fruizione dell’arenile o al passaggio dei mezzi di soccorso“. Gli associati a Mare Libero sono stati oggetto di segnalazioni alle forze dell’ordine in alcuni stabilimenti balneari italiani: “La Polizia è intervenuta, ma non ha identificato nessuno. Ha spiegato invece ai concessionari che non rappresentiamo un pericolo e che la nostra attività è perfettamente legittima”.
“Illegittimo – chiosa Biagini – è invece impedire agli utenti di uno stabilimento di entrare con il cibo. Il gestore non può imporre regole diverse da quelle contenute nella concessione. Se si viene bloccati, bisogna telefonare all’ufficio del demanio e denunciare la violazione delle regole concessorie”.
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