Scuola, a Rimini 8 minori non iscritti e 14 denunce per la mancata frequenza

Vicesindaca Bellini: "Garantire l’obbligo scolastico significa garantire opportunità, relazioni e futuro"

02 settembre 2026 14:03
Scuola, a Rimini 8 minori non iscritti e 14 denunce per la mancata frequenza - Scuola (foto di repertorio)
Scuola (foto di repertorio)
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Sono una ventina gli ammonimenti inviati dal Comune di Rimini per mancata iscrizione di minori nell’anno scolastico 2025/26, esito del nuovo metodo di verifica basato su controlli puntuali, incroci anagrafici e contatti diretti con le famiglie. Al termine degli accertamenti, verificati alcuni cambi di residenza, trasferimenti scolastici e iscrizioni già regolarizzate, dalle 110 posizioni iniziali segnalate si è passati a poco più di una decina di casi e, infine, a 8 mancate iscrizioni.

Accanto alle verifiche sulle mancate iscrizioni (alla fine sono risultate 8 quelle effettivamente accertate, e segnalate), il nuovo metodo interviene anche sulle situazioni di non frequenza. Nel corso dell’anno scolastico, infatti, le scuole hanno segnalato al Sindaco le alunne e gli alunni che, pur essendo regolarmente iscritti, non hanno frequentato o hanno frequentato con preoccupante discontinuità. Anche su queste posizioni è stato avviato un percorso di verifica e ammonimento: nei casi in cui le famiglie non hanno provveduto a ripristinare la frequenza, sono state inoltrate 14 denunce alla Procura della Repubblica e al Tribunale per i Minorenni.

Il nuovo metodo di analisi, spiega l'amministrazione comunale riminese, è reso possibile dal collegamento alla banca dati Anist (Anagrafe Nazionale Studenti), che permette di individuare con precisione le posizioni non definite e di avviare un percorso di ascolto e verifica. "Gli uffici comunali hanno contattato una ad una le famiglie, chiarito le situazioni, verificato documenti e spostamenti. Molte posizioni si sono risolte subito; altre hanno richiesto un secondo livello di controllo. Quando la mancata iscrizione o la discontinuità di frequenza persiste, entra in campo la valutazione dei servizi sociali. Solo quando ogni tentativo di recupero è stato fatto, scatta l’ammonimento", precisano da palazzo Garampi, aggiungendo: "Il quadro locale si inserisce in una realtà nazionale molto disomogenea". Secondo l’ultima analisi Openpolis, nelle città metropolitane l’abbandono scolastico oscilla dai valori più contenuti di Bologna e Milano (sotto il 10%) a quelli molto elevati di Catania (26,5%), Palermo (19,8%) e Napoli (17,6%). Numeri non direttamente confrontabili con Rimini, ma utili per leggere la complessità del fenomeno.

"La scuola - commenta la vicesindaca Chiara Bellini - è il primo luogo di cittadinanza. Garantire l’obbligo scolastico significa garantire opportunità, relazioni e futuro. Il nostro metodo parte dall’ascolto: si parla con le famiglie, si chiariscono le situazioni, si verificano i contesti e all’occorrenza si attivano anche dei servizi a sostegno delle famiglie. L’ammonimento è sempre l’ultima tappa, quando ogni tentativo di recupero è stato fatto. Non è un’azione punitiva, ma un atto di tutela verso le ragazze ei ragazzi e di responsabilità verso la comunità".

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