Si prostituisce a Rimini come donna e ricatta imprenditore: "Soldi, o mando i video hard a tua moglie". A processo
Un 31enne bulgaro fu poi arrestato nell'abitazione in Bulgaria in cui viveva con moglie e figlio. Aveva scucito al suo cliente 18.000 euro
Oggi (mercoledì 8 aprile) si è tenuta in Tribunale a Rimini l'udienza preliminare del processo che vede imputato un 31enne bulgaro, per estorsione e "revenge porn" nei confronti di un imprenditore riminese. La vicenda ha origine nel novembre 2023: il 31enne, oggi difeso dall'avvocata Monica Rossi, si prostituiva a Rimini come donna, con il nome di Alessia, ed ebbe un incontro a luci rosse con l'imprenditore. Quest'ultimo iniziò poi a essere vittima di ricatti: i video girati durante il rapporto sessuale a pagamento furono la "leva" utilizzata per scucire 18.000 euro al malcapitato cliente. Mille euro la prima somma versata, poi le pretese aumentarono, fino alla richiesta di 80.000 euro. L'imprenditore decise allora di denunciare quanto accaduto alla Polizia. L'indagine della Squadra Mobile, coordinata dal Sostituto Procuratore Davide Ercolani, portò, a metà gennaio 2024, all'arresto del 31enne, rintracciato nella sua abitazione in Bulgaria, assieme a moglie e figlio. I poliziotti trovarono il video utilizzato per il ricatto, ma non fu l'unica sorpresa: l'interno dell'abitazione, che da fuori sembrava piuttosto modesta, era infatti decorato da stucchi dorati, marmo e tappeti di pregio. L'imputato, difeso dall'avvocato Massimiliano Orrù, ha iniziato a risarcire l'imprenditore per le somme estorte.
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