Sicurezza, pub chiuso a Rivazzurra: "Chi lavora tra degrado e delinquenti rischia chiusura"

Fipe-Confcommercio contro applicazione art.100 del Tulps: "Il sistema colpisce chi cerca di mantenere vivo un presidio di legalità"

07 agosto 2026 16:04
Sicurezza, pub chiuso a Rivazzurra: "Chi lavora tra degrado e delinquenti rischia chiusura" - Chiusura locale, art.100 Tulps REPERTORIO
Chiusura locale, art.100 Tulps REPERTORIO
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La decisione del Questore di Rimini di chiudere un noto pub di Rivazzurra, per 10 giorni, è criticata da Denis Preite, presidente Fipe-Confcommercio: "Chi lavora tra degrado e delinquenza rischia la chiusura ed è un paradosso", esordisce. Fipe-Confcommercio parla di ondata di profonda amarezza e di compatta reazione di solidarietà, verso il titolare del pub, da parte dei colleghi.

"Il vero dramma è che oggi, chi si trova ad operare in prima linea in condizioni di oggettivo degrado, rischia paradossalmente la chiusura della propria attività. Un imprenditore che investe, crea occupazione, paga le tasse e cerca di gestire situazioni difficili ed esterne al proprio perimetro, si ritrova a subire una doppia penalizzazione: i danni provocati da delinquenti e, come beffa finale, lo stop imposto dalle istituzioni. È il paradosso di un sistema che finisce per colpire ed esporre al rischio economico chi cerca faticosamente di mantenere vivo un presidio di legalità, sicurezza e convivialità. In queste ore stiamo ricevendo tantissimi messaggi di vicinanza da parte di altri operatori economici: la preoccupazione è comune perché domani potrebbe toccare a qualunque altro collega che lavora in zone calde. I problemi non si cancellano spegnendo le insegne dei locali”, argomenta Preite.

Il n.1 della Fipe locale parla di Rivazzurra, una delle zone più complesse della costa. "Non possiamo però pretendere che siano i pubblici esercizi a sostituirsi alle forze dell'ordine nel garantire la sicurezza di un intero quartiere”. Per Fipe-Confcommercio il danno economico e di immagine è enorme: “Dieci giorni di stop a cavallo di Ferragosto significano serate annullate, lavoratori lasciati a casa, forniture sprecate, artisti cancellati e migliaia di euro di fatturato perduto. Tutto questo senza risolvere le criticità della zona. Anzi, si è spenta una luce che contribuiva a illuminare il territorio e i primi effetti si notano già: avanzano degrado, commercio improvvisato e prodotti di bassa qualità che occupano marciapiedi e spazi pubblici”.

Preite continua: “Concordiamo pienamente con la Questura la necessità di contrastare l'abuso di alcol. Proprio per questo chiede la stessa determinazione nei confronti di minimarket e bottiglierie che continuano a vendere, e talvolta a somministrare, alcolici fuori orario anche a giovanissimi e soggetti molesti. Sono queste attività a scaricare le problematiche sulla collettività, generando degrado e pericolo con persone che gravitano poi nei pressi dei locali regolari, danneggiandoli. Non si può chiedere sempre ai pubblici esercizi di pagare il conto di un fenomeno che ha origini diverse”.

Il sindacato lancia infine un forte allarme sul futuro del turismo e degli investimenti: “La conseguenza di questa solitudine istituzionale è che gli imprenditori si stanchino, perdano fiducia e si chiedano se valga ancora la pena investire sul territorio. Come categoria faremo quadrato per non lasciare solo nessuno: se davvero vogliamo una Rimini più sicura, attrattiva e vivibile, bisogna colpire chi genera degrado e illegalità, non chi ogni giorno tiene accesa una luce sul territorio”.

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