Sicurezza sul lavoro, a Rimini 2 vittime nei primi sette mesi del 2026
L’incidenza regionale resta sotto la media nazionale, ma aumentano i decessi in occasione di lavoro. Reggio Emilia e Ravenna in zona rossa, Bologna e Modena in arancione
L’Emilia-Romagna resta in zona gialla e presenta un’incidenza di mortalità inferiore alla media nazionale, ma il quadro dei primi sette mesi del 2026 richiede comunque attenzione. I decessi avvenuti in occasione di lavoro salgono infatti da 29 a 34 rispetto allo stesso periodo del 2025. Alcune province mostrano livelli di rischio particolarmente elevati: Reggio Emilia e Ravenna si collocano in zona rossa, mentre Bologna e Modena sono in zona arancione. A preoccupare è anche l’aumento delle vittime straniere, un dato che conferma la necessità di concentrare gli interventi di prevenzione sui contesti e sulle categorie maggiormente esposti.
È questo il quadro che emerge dai dati sugli infortuni in Emilia-Romagna aggiornati al mese di luglio 2026 e dal commento dell’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega.
Il rischio di morte in Emilia-Romagna, provincia per provincia
Per individuare le aree più fragili d’Italia sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio Sicurezza Vega elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza della mortalità.
La zona gialla, quella in cui si trova l’Emilia-Romagna, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro tra le più basse a livello nazionale.
A fine luglio 2026, il rischio di infortunio mortale in regione, pari a 16,4 morti per milione di occupati, risulta inferiore a quello medio nazionale, pari a 17,8.
Per quanto riguarda le incidenze a livello provinciale, troviamo Reggio Emilia (32,8) e Ravenna (23,3) in zona rossa, Bologna (22,3) e Modena (18,6) in zona arancione. Tutte le altre province vengono classificate in zona bianca, con i seguenti indici: Parma (9,3), Ferrara e Rimini (6,4), Forlì Cesena (5,6) e Piacenza (0,0).
Le vittime in Emilia-Romagna
Nei primi sette mesi del 2026, l’Emilia-Romagna conta 48 decessi totali, 1 in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Di questi, 34 si sono verificati in occasione di lavoro, 5 in più rispetto al 2025, e 14 in itinere, 4 in meno del 2025.
In termini assoluti, la maglia nera va a Bologna, con 14 vittime, seguono Reggio Emilia (9), Modena (8), Ravenna (6), Forlì Cesena e Parma (3), Piacenza e Rimini (2) e Ferrara (1).
Anche analizzando esclusivamente gli infortuni mortali in occasione di lavoro, Bologna rimane la provincia che registra il maggior numero di vittime (11), seguita da Reggio Emilia (8), Modena (6), Ravenna (4), Parma (2), Rimini, Ferrara e Forlì Cesena (1). Nessun caso a Piacenza.
Infortuni per genere, nazionalità e fasce d’età
A fine luglio 2026, l’Emilia-Romagna registra 40.486 denunce di infortunio in occasione di lavoro, in aumento rispetto alle 38.303 del 2025: 14.074 da parte di donne e 26.412 da parte degli uomini.
Le denunce in occasione di lavoro dei lavoratori stranieri sono 11.589. Tra i lavoratori deceduti in regione, sono 12 le vittime straniere in occasione di lavoro su un totale di 34.
Le fasce d’età più colpite in regione sono: 55-64 anni e 45-54, ciascuna con 11 casi registrati in occasione di lavoro; seguite dai lavoratori tra i 35 e i 44 anni (5 casi) e dagli over 65 (4 casi).
Cos’è l’incidenza degli infortuni?
L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area, regione o provincia, ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.
A cosa serve la zonizzazione dell’Osservatorio Vega?
La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:
Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale.
Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale.
Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale.
Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale.
Nei prossimi mesi sarà importante verificare se queste criticità tenderanno a consolidarsi, rafforzando una prevenzione sempre più mirata e fondata sulla lettura puntuale dei territori e delle reali condizioni di rischio.
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