"Sono il boss di Miramare": l'incubo del quartiere a processo. Tra i perseguitati il presidente pro loco
L'uomo, un 44enne, era stato arrestato a fine aprile
Sarà processato dal prossimo 15 settembre un 44enne bosniaco, arrestato a fine aprile, dopo essersi accanito contro diverse persone a Miramare, secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri. Il 44enne, per i fatti avvenuti tra il dicembre 2025 e l'aprile 2026, è accusato di atti persecutori, tentata estorsione, lesioni personali, danneggiamenti e furto. Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, l'imputato, difeso dall'avvocato Massimiliano Orrù, si vantava di essere il boss di Miramare e millantava amicizie nella criminalità organizzata. Tra le vittime delle sue persecuzioni c'è il presidente della pro loco, "colpevole" di averlo redarguito, dopo averlo visto importunare i passanti durante un mercatino. Da quel momento il 44enne lo avrebbe preso di mira, arrivando anche a posizionare transenne davanti al suo ufficio, con minacce esplicite: "Ti sparo, ti brucio l'ufficio e la macchina". Il 44enne avrebbe poi perseguitato la titolare e i dipendenti di un bar. L'accusa di lesioni personali riguarda un episodio avvenuto il 6 aprile: secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe procurato un trauma facciale e la rottura della mandibola a un dipendente, colpito con un pugno. Poi ci sono le tentate estorsioni, richieste di denaro fatte con minacce, tra esse quella di dar fuoco al locale. L'ipotesi di furto riguarda invece la sottrazione dello smartphone a una dipendente, che lamentò anche di aver subito il taglio degli pneumatici della propria auto.
31.5°