Sophie Codegoni, processo per stalking all'ex Basciano: si parte a gennaio
La modella di Riccione sarà al centro del procedimento che vede imputato l'ex compagno. Il dj ha sempre respinto le accuse. Il suo legale: "Emergerà la verità".
Sarà il 20 gennaio 2027 il giorno in cui si aprirà il processo ad Alessandro Basciano, accusato di atti persecutori nei confronti dell'ex compagna Sophie Codegoni, modella e influencer nata a Riccione nel 2000. La giudice per l'udienza preliminare di Milano, Lorenza Pasquinelli, ha disposto il rinvio a giudizio del dj, che dovrà affrontare il procedimento davanti all'undicesima sezione del Tribunale.
Al centro della vicenda ci sono gli episodi contestati tra il 2023 e il 2024, durante e dopo la relazione tra i due, conosciutisi nella casa del "Grande Fratello Vip". Secondo l'accusa, Basciano avrebbe messo in atto comportamenti di controllo e prevaricazione nei confronti della modella, accompagnati da aggressività verbale e messaggi vocali ingiuriosi e minatori. Tra gli episodi descritti nell'imputazione figurerebbero anche pedinamenti e un presunto tentativo di controllo sulle frequentazioni della donna.
Il quadro accusatorio comprende inoltre un episodio che sarebbe avvenuto durante un viaggio a Parigi, quando, nel corso di una discussione dai toni accesi, Basciano avrebbe stretto le mani al collo dell'ex compagna. Si tratta di contestazioni che dovranno essere esaminate nel corso del processo e che l'imputato ha sempre respinto.
A rappresentare Basciano è l'avvocato Leonardo D'Erasmo, che ha commentato la decisione di rinvio a giudizio auspicando che il procedimento possa fare chiarezza senza trasformarsi in un caso mediatico. "Siamo convinti che nel processo, dove sentiremo tutti i testimoni, emergerà la verità", ha dichiarato il legale all'Ansa. D'Erasmo ha anche espresso l'auspicio che entrambe le parti possano proseguire nella ricerca di un equilibrio familiare e lavorativo.
La vicenda giudiziaria aveva già avuto sviluppi nel 2024, quando Basciano era stato arrestato e successivamente scarcerato. In seguito, un ricorso della Procura di Milano aveva portato all'applicazione del braccialetto elettronico, misura poi revocata nel 2025.
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