Sport a Rimini, Angelini: "Sfratto all'atletica comunicato solo all'ultimo. Lo Stadio è per lo sport"

"Questa non è solo cattiva gestione, è un totale disprezzo per il lavoro di un'associazione storica e per i sacrifici dei suoi 300 iscritti"

A cura di Michela Alessi Redazione
11 maggio 2026 16:32
Sport a Rimini, Angelini: "Sfratto all'atletica comunicato solo all'ultimo. Lo Stadio è per lo sport" -
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Il consigliere comunale di Rimini Matteo Angelini interviene sulla gestione degli impianti sportivi cittadini in relazione ai grandi eventi, sollevando criticità organizzative e ricadute sulle società sportive coinvolte.

Le dichiarazioni

Come accaduto per ogni altra istanza che ho portato all'attenzione della cittadinanza, anche in questo caso il mio approccio resta propositivo e costruttivo.

Proprio in questo spirito, mi sono confrontato con la presidenza dell’associazione Golden Club, che ha denunciato una situazione di profondo disagio per i propri iscritti, e la mia preoccupazione per il futuro dello sport riminese è, se possibile, ancora più profonda.

È emerso un dettaglio inaccettabile: nonostante il concerto di Vasco Rossi sia un evento programmato da oltre un anno, la comunicazione ufficiale dello 'sfratto' dal Romeo Neri è arrivata alla società sportiva solo a fine aprile, a pochissimi giorni dall'inizio dell'allestimento.

Questa non è solo cattiva gestione, è un totale disprezzo per il lavoro di un'associazione storica e per i sacrifici dei suoi 300 iscritti.

Voglio esprimere la mia più totale e sentita solidarietà a tutte le famiglie coinvolte.

È paradossale che questa Amministrazione si riempia costantemente la bocca di parole come 'inclusione', 'socialità' e 'tutela dei giovani', per poi, nei fatti, tradire proprio quei valori che dice di voler difendere.

Dobbiamo dircelo chiaramente: l'atletica leggera è una disciplina che vive di precisione millimetrica e di una ritualità fatta di costanza e abnegazione quotidiana. Un atleta agonista lavora una stagione intera per affinare il gesto tecnico e limare un centesimo sul cronometro o guadagnare un centimetro sulla pedana. Sfrattare questi ragazzi nel momento clou delle gare per mandarli ad allenarsi in un parco qualunque, o costringerli a trasferte nei comuni limitrofi verso impianti già saturi, è un insulto professionale e umano. Spesso queste soluzioni si rivelano un vicolo cieco: si rischia di percorrere chilometri per poi trovare la pista occupata e dover tornare a casa senza allenamento. È la negazione tecnica della loro disciplina e una mancanza di rispetto verso il tempo delle famiglie.

Siamo alla seconda volta in tre anni: è successo nel 2023 e si ripete oggi. Non posso fare a meno di ricordare come nel 2023, con la Rimini Calcio impegnata nei play-off, lo 'sfratto' per il concerto di Vasco diede quasi l'impressione che un’eliminazione sportiva precoce fosse paradossalmente più comoda per l’Amministrazione rispetto a un successo che avrebbe complicato i piani dei grandi eventi. È il sospetto amaro di chi vede che lo sport riminese non è mai stato una priorità per questa Giunta, se non in occasione dei tagli di nastro.

Il mio obiettivo, in termini propositivi, è che tutto questo non accada mai più. Se si vuole continuare a ospitare grandi eventi in un centro sportivo, è necessario che i tavoli organizzativi vengano costituiti con il giusto anticipo, coinvolgendo realmente tutte le realtà del territorio e le strutture dei comuni limitrofi chiamate a ospitare gli atleti 'sfrattati'. Serve una programmazione seria e tempestiva; in alternativa, l'Amministrazione realizzi una grande Arena altrove, senza danneggiare chi pratica sport seriamente.

Continuerò a portare avanti queste istanze in ogni sede istituzionale: la trasparenza e il rispetto per i nostri giovani non possono più essere sacrificati sull'altare di una programmazione miope.

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