Strage di Bologna: anche Rimini partecipa alla commemorazione
In ricordo di Flavia Casadei, Rimini presente a Bologna per il ricordo delle 85 persone che persero la vita 46 anni fa alla stazione di Bologna
C'è anche una rappresentanza istituzionale del comune di Rimini a Bologna per la commemorazione del 2 agosto, a 46 anni dall'attentato che strappò la vita ad 85 persone, tra cui la giovane riminese Flavia Casadei. Un lungo corteo ha sfilato per le vie del centro felsineo, alla presenza delle istituzioni nazionali e locali, ma soprattutto di tanti comuni cittadini che con la loro presenza rivendicano il fatto che Bologna e l'Emilia-Romagna non dimenticano.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha inviato un messaggio nel quale ringrazia quanti si sono impegnati per sconfiggere i depistaggi messi in atto dalla «strategia neofascista».
«Il segno profondo impresso dalla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna», dice Mattarella, «è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani. Il dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini; la commozione per lo strazio e i patimenti dei familiari; lo sgomento per la distruzione portata nel centro della vita civile della città e dell’intera nazione si rinnovano oggi, come in ogni giorno di ricorrenza. È una consapevolezza che riguarda la nostra comunità, i giovani anzitutto. E rilancia l’impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di democrazia. I valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere. Quell’impegno, quella solidarietà che Bologna e l’Italia intera seppero offrire per impedire che gli assassini e i loro complici riuscissero nell’intento di sovvertire i principi costituzionali, colpire la convivenza e le conquiste sociali. Il popolo italiano li ha sconfitti nella gravosa ricerca della verità. La Repubblica è grata ai magistrati e agli uomini delle istituzioni che, con il loro lavoro, si sono dimostrati più forti dei tentativi di depistaggio e ai familiari delle vittime per il loro appassionato impegno per la verità. Fare giustizia è vittoria della democrazia”.
Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’orologio della stazione fermo alle 10.25, orario dell’attentato, «racconta ancora oggi la disumanità del disegno eversivo di matrice fascista che provò a minare il cuore della nostra democrazia. I terroristi dovettero però fare i conti con la risposta unita e salda della società e dello Stato, che non si piegarono mai». Lo afferma sui social ricordando l’esplosione 46 anni fa a Bologna «del micidiale ordigno che spezzò la vita di 85 persone e ne ferì più di 200 lasciò un segno indelebile nella coscienza civile del Paese». Era il 2 agosto 1980. Oggi, «in questa tragica ricorrenza, rivolgo un commosso pensiero ai familiari delle vittime che, nonostante il dolore, non hanno mai smesso di chiedere verità e giustizia per i loro cari. Onorare i caduti della strage di Bologna significa anche prendere una posizione netta contro ogni forma di odio e violenza: un monito che, di anno in anno, si rinnova e che ci esorta a difendere i valori di libertà e giustizia a fondamento della nostra Repubblica».
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