Test rapidi gratuiti Aids e profilassi pre esposizione più accessibile: approvata risoluzione di Marcello
L'esponente di Fratelli d'Italia: "Voto unanime, su temi delicati possibile superare le divisioni politiche"
L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato all’unanimità la risoluzione presentata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Nicola Marcello per l’adeguamento del Piano regionale su HIV, epatiti virali e infezioni sessualmente trasmesse, in coerenza con il nuovo Piano nazionale 2024–2028.
“Un voto unanime – dichiara Marcello – che dimostra come, su temi di sanità pubblica così delicati, sia possibile superare le divisioni politiche e lavorare su obiettivi concreti, misurabili e utili ai cittadini. L’Hiv oggi è una malattia gestibile, ma resta un problema reale, anche in Emilia-Romagna, dove l’incidenza è superiore alla media nazionale. Servono meno slogan e più strumenti operativi”.
Diminuiscono le nuove diagnosi di infezione da Hiv in Emilia-Romagna: in poco meno di 20 anni, tra il 2006 e il 2024, sono passate da 368 a 197 (-46,5%), con un leggero aumento negli ultimi due anni post-Covid. La regione resta al terzo posto in Italia per casi accertati. Rimini e Parma, nello stesso periodo di riferimento, sono le province con l’incidenza maggiore registrando rispettivamente 8,5 casi ogni 100mila abitanti, con 532 nuove diagnosi complessive in 19 anni e 8,4, con 708 nuove diagnosi. Seguono Ravenna (7,3 con 535 casi); Forlì-Cesena (6,7 con 496 casi); Reggio Emilia (6,1 per 612 diagnosi); Bologna (6,3 casi ogni 100mila abitanti, per un totale di 1.204 nuove diagnosi); Modena (5,9 per 782 diagnosi complessive); Piacenza (5,8 con 315 casi di infezione complessivi); Ferrara (5,6 con 376 casi in 19 anni).
Con la risoluzione approvata, la Giunta regionale si impegna formalmente, tra i punti, ad attivare test rapidi gratuiti, anche al di fuori delle strutture sanitarie tradizionali, come farmacie, eventi e luoghi di aggregazione, per favorire la diagnosi precoce; e rendere realmente accessibile laprofilassi pre-esposizione in tutte le province, superando l’attuale concentrazione in pochi centri di riferimento.
“La prevenzione funziona solo se è semplice, accessibile e diffusa sul territorio – conclude Marcello –. Questa risoluzione chiede alla Regione di passare dalle dichiarazioni di principio a politiche sanitarie concrete, capaci di intercettare le persone prima che arrivino troppo tardi ai servizi. Ora la Giunta dia piena attuazione agli impegni assunti”.
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