Transizione energetica, la domanda di competenze cresce insieme alla richiesta delle rinnovabili
La transizione energetica trasforma il lavoro: crescono le opportunità per professionisti capaci di gestire impianti e processi rinnovabili
La transizione energetica sta cambiando la geografia delle professioni. Mentre l’Italia accelera sul fronte delle fonti rinnovabili, imprese e operatori del settore hanno bisogno di competenze capaci di seguire la trasformazione degli impianti, dei processi produttivi e dei territori. Il tema riguarda quindi l’energia, ma anche il lavoro, con una domanda crescente di professionisti in grado di progettare, autorizzare, installare, gestire e mantenere infrastrutture sempre più articolate. ll Piano nazionale integrato energia e clima indica per il 2030 l’obiettivo di arrivare a 131 GW di capacità da fonti rinnovabili e di ridurre del 18% le emissioni di CO₂ rispetto ai livelli del 2022. Nel 2024, per la prima volta, le rinnovabili hanno coperto oltre il 40% del fabbisogno energetico nazionale. Numeri di questo tipo supportano una trasformazione che coinvolge direttamente il mercato del lavoro. Tra i comparti che stanno attirando attenzione compare anche l’agrivoltaico, che mette in relazione produzione energetica e attività agricola. La crescita di questo modello richiede figure capaci di lavorare su impianti, autorizzazioni, caratteristiche dei terreni e compatibilità con le colture. La filiera coinvolge così competenze diverse e crea punti di contatto tra ingegneria, ambiente, agricoltura ed energia. Le professionalità richieste riguardano soprattutto tecnici installatori e manutentori elettrici, che lavorano direttamente sulla componentistica e sulla sicurezza degli impianti, permitting specialist e ingegneri ambientali, per gli aspetti autorizzativi e regolatori, agronomi e agro-ingegneri che valutano il rapporto tra infrastrutture energetiche e caratteristiche del territorio. La specializzazione diventa quindi un elemento centrale per accompagnare la crescita delle nuove filiere. Questa trasformazione apre una riflessione anche per chi sta costruendo il proprio percorso professionale. Il settore energetico richiede infatti competenze tecniche, ma anche capacità di comprendere la sostenibilità come elemento della strategia aziendale. Chi lavora in questo ambito può trovarsi a dialogare con funzioni finanziarie, responsabili della compliance, progettisti, amministrazioni pubbliche e management. La preparazione deve quindi tenere insieme linguaggi differenti. In questo spazio si colloca l’offerta di Master in sostenibilità erogata da Sole 24 Ore Business School. Un paniere di percorsi che riguardano ESG, sostenibilità, energia e ambiente, includendo master con caratteristiche diverse, dai più tradizionali percorsi post laurea, fino a Executive Master, master specialistici e corsi intensivi, con formule in aula, live streaming e on demand.Tra i programmi più articolati compare il Master Post Laurea con stage garantito in Sustainability ed Energy Management, della durata di 11 mesi e 580 ore utili a collegare sostenibilità ed energia, attraverso una dimensione formativa particolarmente adatta a chi si trova nella fase iniziale della carriera. La possibilità di svolgere uno stage, di fatto, inserisce un elemento di esperienza professionale significativo e immediatamente spendibile, accanto allo studio. Per chi lavora già, l'offerta comprende invece l’Executive Master Strategie di Sostenibilità e Change Management, organizzato in nove weekend per complessive 99 ore, che pone al centro il rapporto tra sostenibilità e trasformazione organizzativa, un passaggio rilevante per chi deve accompagnare aziende e team verso nuovi modelli operativi. Un taglio più specialistico caratterizza il Master Energy Management, Ambiente e Sostenibilità. Questo si sviluppa in quattro mesi e 65 ore e affronta temi come transizione ecologica ed energetica, fonti rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile e gestione dell’energia. Il programma dedica spazio anche a Oil & Gas, finanza sostenibile ed energy trading, offrendo una lettura ampia delle trasformazioni che attraversano il comparto. Accanto a questi, la scuola propone specializzazioni dedicate all’ESG Management e alla sostenibilità aziendale, oltre a programmi più concentrati sui principi e sugli strumenti della sostenibilità. Quest’ultimo percorso, per esempio, affronta le tematiche ambientali, sociali e di governance e utilizza workshop dedicati alla double materiality e alla value chain, collegando i concetti alla loro applicazione nelle organizzazioni. La varietà dell’offerta riflette la natura stessa della transizione energetica, un processo che coinvolge professionisti diversi e richiede competenze complementari. La formazione specialistica può dunque rappresentare un investimento per chi punta a entrare nelle nuove filiere dell’energia, ma anche per chi lavora già in azienda e vuole ampliare il proprio raggio d’azione.
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