Tribunale di Rimini: confermato il diritto della madre caregiver al turno di lavoro per assistere il figlio disabile

Respinto il ricorso dell’azienda: la sentenza riconosce le ragioni della lavoratrice e della consigliera di parità

A cura di Michela Alessi Redazione
16 ottobre 2026 13:20
Tribunale di Rimini: confermato il diritto della madre caregiver al turno di lavoro per assistere il figlio disabile -
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La scena è ordinaria, eppure giuridicamente interessante: quasi tutti i giorni alla consigliera di parità si rivolgono persone che rappresentano bisogni e necessità impellenti per varie situazioni legate all’essere madre, alla decisione di mettere al mondo una creatura, persino all’assistere un familiare disabile: le difficoltà al mantenimento dell’occupazione a fronte di “diritti negati”, spesso “non conosciuti”, troppo spesso volutamente ignorati.

I temi che fin qui hanno richiesto l’intervento della consigliera, ruotano in prevalenza su questa triade di tematiche: la conciliazione casa/lavoro al rientro dalla maternità, il diritto allo studio quando una minorenne accoglie una maternità, il diritto al cosiddetto “accomodamento ragionevole” che può consentire al lavoratore e alla lavoratrice disabile o al caregiver di poter avere una vita e condizioni di lavoro “normali”, comparabili con quelle delle altre persone.

È proprio di ieri il caso di una lavoratrice che ha chiesto al datore di lavoro di essere assegnata stabilmente al turno del mattino, per poter assistere il figlio con grave disabilità. Il datore di lavoro concede “qualcosa”, ossia il trasferimento in un’altra sede a 15 Km di distanza dalla residenza della madre caregiver: una soluzione impropria, un provvedimento impropri e anche illegittimo in quanto l'articolo 33, comma 5, della Legge 104/92, vieta di trasferire il caregiver ad altra sede senza il suo esplicito assenso, proprio per garantire la continuità dell’assistenza alla persona disabile.

Per lungo tempo, nei tribunali questa situazione non era ritenuta discriminatoria, oggi la risposta della Cassazione dice che sì, è una discriminazione per associazione e, inequivocabilmente, è riconosciuto il diritto del caregiver ad avere turni di lavoro che consentano l’assistenza della persona assistita, mentre il rifiuto del datore di lavoro a consentire l’accomodamento ragionevole costituisce discriminazione indiretta.

È proprio su questi principi  che si sviluppa la sentenza del Tribunale di Rimini di ieri, una pronuncia che chiude  un percorso giudiziario partito all’inizio di questa estate con un ricorso per motivi di urgenza; già in sede di prime cure il giudice del lavoro del Tribunale aveva riconosciuto il diritto della lavoratrice e le ragioni della consigliera di parità della Provincia di Rimini, assistita in ricorso ad adiuvandum dallo studio Biagioni Danesi di Milano in tutte e due le occasioni dei ricorsi.

Ieri mattina, il giudice del tribunale di Rimini ha respinto il ricorso della Ditta, confermando il diritto della lavoratrice madre caregiver ad effettuare il turno di lavoro che le consente le cure e l’assistenza del figlio minore disabile.

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