Ufficiale, Verucchio e Poggio Torriana fuori dai comuni montani. I sindaci attaccano: "Grave"
I due comuni non potranno partecipare ai bandi dedicati alle aree montane
Il Governo ha dato il via libera al decreto attuativo della legge dedicata alle aree montane, con la riclassificazione dei Comuni montani. Verucchio e Poggio Torriana sono stati esclusi: non potranno più partecipare ai bandi dedicati. La sindaca Lara Gobbi e il sindaco Ronny Raggini attaccano, parlando di "atto politico grave sotto ogni punto di vista".
"È grave nel metodo - premettono i due sindaci - perché mentre il ministro Roberto Calderoli e il governo tutto proclamano di promuovere le autonomie locali, nei fatti agiscono d’imperio sottraendosi a ogni confronto con gli enti, i cittadini e le realtà locali, come nella peggior tradizione centralista. Insomma l'ennesimo tassello di un percorso che sta modificando il rapporto tra Stato, autonomie locali e territori, con il Governo che ha scelto di procedere anche senza un'intesa condivisa con tutte le Regioni".
Sindaco e sindaca criticano anche il merito del provvedimento: "I nuovi parametri di classificazione, che includono, ad esempio, l'avere almeno il 25% della superficie comunale sopra i 600 metri, rischiano di declassare oltre il 30% dei comuni in precedenza considerati montani, con la conseguente perdita dei relativi sostegni destinati alle aree a rischio spopolamento, più fragili e svantaggiate da ogni punto di vista: economico, ambientale, infrastrutturale. Una riforma che penalizza fortemente alcune realtà, in particolare sull'Appennino e nelle isole, a favore dei soli territori alpini, guarda caso bacino elettorale privilegiato del ministro e del suo partito. Il tutto senza considerare gli effetti concreti sulla vita delle persone e il futuro delle aree interne".
Gobbi e Raggini come sindaci si dicono interessati a non interrompere il confronto istituzionale: "Torniamo a chiedere un dialogo più ampio con il Governo e contrastare quelle decisioni ritenute penalizzanti per i cittadini dei nostri territori".
"Restiamo convinti che le comunità locali debbano essere protagoniste delle scelte che riguardano il proprio futuro e non semplici destinatarie di provvedimenti decisi dall'alto che vanno a danneggiare e discriminare i nostri cittadini", chiosano.
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