Una donazione da 200.000 euro: nove nuovi dispositivi per la sanità riminese
Presentata la donazione di Banca Malatestiana di tecnologie biomediche per vari reparti del presidio ospedaliero di Rimini-Santarcangelo-Novafeltria
Nove dispositivi medici donati da Banca Malestiana, del valore di 198.000 euro, al presidio ospedaliero di Rimini-Santarcangelo-Novafeltria. Tra essi c'è un moderno sistema criogenico per le biopsie polmonari della Pneumologia di Rimini: questa strumentazione, spiega l'Ausl,permette di prelevare campioni di dimensioni maggiori e privi di artefatti rispetto alle tecniche attuali, grazie ai quali è possibile la caratterizzazione delle alterazioni genetiche, cruciali per terapie avanzate. Per tale scopo si avvale dell'utilizzo dell'anidride carbonica quale sistema per effettuare la biopsia a freddo del campione. Alla Terapia Intensiva Neonatale è stato donato invece un nuovo ventilatore polmonare. Da segnalare anche un nuovo ecografo ginecologico di alta fascia con tecnologia 4D per la diagnosi ostetrico-ginecologica del Consultorio di Rimini.
A margine della conferenza di presentazione della nuova strumentazione, il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad ha dichiarato: “Ormai è diventata una piacevole consuetudine ritrovarci in questa sede per presentare nuove donazioni e ringraziare a nome della comunità riminese chi in modo generoso le fa. Che siano la rinascita del cinema di San Vito, la bellissima rotatoria davanti al Centro Zavatta o donazioni al sistema sanitario, la presenza delle banche del territorio si sente ed è basilare. Se ricordo bene, circa un anno fa eravamo proprio qui in ospedale per una donazione in favore della Neuropsichiatria. È evidente che questo senso di comunità è fondamentale per tenere in piedi il nostro territorio anche nella parte sanitaria. E parlo anche da Presidente della Provincia in quanto le tecnologie biomediche che illustriamo oggi vanno ad arricchire anche le strutture di Santarcangelo e Novafeltria. Per questo rivolgo un caloroso grazie ai vertici di Banca Malatestiana, dando appuntamento al prossimo evento di questa natura”.
“È per noi un momento di sentita restituzione nei confronti di Banca Malatestiana, che ci ha donato nove tecnologie all’avanguardia assai importanti, per un valore totale di quasi 200.000 euro. Una donazione che interessa vari reparti del presidio e tocca punti cruciali dei processi di cura, partendo dalla diagnosi, sempre più di precisione grazie a tali strumenti, e passando dalla presa in carico dei pazienti più fragili, come la categoria dei neonati, e dal miglioramento della sicurezza e della qualità dei percorsi chirurgici. Attrezzature che sono un prezioso supporto per le alte competenze dei nostri professionisti, da qui il nostro sincero grazie all’istituto di credito per l’attenzione che da tanto tempo dedica alla sanità pubblica, il che rinforza certamente il rapporto tra istituzioni e comunità”, ha sottolineato Francesca Raggi, direttrice del presidio ospedaliero.
Enrica Cavalli, presidente di Banca Malatestiana, ha aggiunto: “Ha un significato profondo per noi essere qui oggi, perché questo gesto è un segno tangibile dell’impegno di Banca Malatestiana verso il territorio e la salute delle persone. Sintetizza un po’ lo spirito che ci caratterizza, ovvero tradurre i nostri principi in progetti e azioni concreti, a maggior ragione visto che riteniamo la salute uno degli aspetti fondamentali per una comunità. Quindi l’ospedale in primis ma anche tutti gli altri servizi di ambito sanitario del territorio diventano un patrimonio essenziale. Avere l’occasione di vedere in dettaglio a cosa è stata destinata la donazione ci permette di capire in maniera specifica quale può essere il contributo e la possibilità continua di essere dei partner. Nel 2025 abbiamo deliberato la cifra che è stata citata e con il nostro staff abbiamo poi collaborato con i dirigenti medici per valutare quali potevano essere le apparecchiature di cui c’era più bisogno in quel momento. In tale visione rientra anche il progetto ‘Dica 33’ attivato già da qualche anno per i nostri soci, che hanno la possibilità di chiedere ogni anno un contributo finalizzato alla prevenzione e poter utilizzare strutture sanitarie in caso di necessità. Siamo convinti del fatto che una banca possa dare sviluppo economico a una comunità ma non può dimenticare quello che è il contesto della salute e del benessere. Pertanto rimaniamo a disposizione del territorio per assumerci questa importante responsabilità, consapevoli che una comunità più sana sia una comunità più forte”.
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